Esterismi
27 Novembre Nov 2013 1340 27 novembre 2013

Mission impossible

Accuse e polemiche a valanga su "Mission" (ne avevo già scritto qualche tempo fa) il docureality di Raiuno in onda dal 4 dicembre prossimo ben sintetizzate qui. Se il programma sarà dello stesso tenore e livelo di questo estratto, c'è da mettersi le mani nei capelli. Quale sensibilizzazione? Quali drammatiche realtà ci raccontano i protagonisti? Come prevedevo, all'orizzonte c'è la banalizzazione e l'inutile spettacolarizzazione delle tematiche affrontate. Ma quali tematiche poi? Campi profughi? Status di rifugiato? Guerre? Paola Barale, Emanuele Filiberto che cucinano e pitturano pareti: quale squarcio di coscienza aprono nel pubblico italiano? Che cosa svelano? Che cosa raccontano della Repubblica Democratica del Congo? Ripeto, a prescindere da tutte le ombre che aleggiano e sulle quali spero sarà fatta chiarezza una volta per tutte, qual è il valore di questo programma? Se ne sentiva la mancanza o la necessità? Alla faccia di chi tenta di raccontare la complessità di certe situazioni (sì per una volta sto parlando di me, nella fattispecie delle mie esperienze in RDC, ma come me tanti altri), vedo un vuoto. Gigantesco e pericoloso. Riempito da un nulla che svilisce e distrugge il lavoro di tanti. Come in tanti continuano a firmare qui la petizione per fermare il programma.

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