Vivere liberi
28 Novembre Nov 2013 1541 28 novembre 2013

Non è più tempo per Silvio

Alla fine è decaduto. A nulla sono servite le proteste, le manifestazioni, le lagnanze di falchi, colombe, allocchi e barbagianni. Com'era prevedibile hanno gridato allo scandalo e sono entrati in lutto per la democrazia. Ma cosa è successo di tanto indecente da far scrivere all'esercito di Silvio su uno striscione "è un colpo di stato" per poi appenderlo su un muro di palazzo Grazioli proprio sopra alla piccola lapide che ammonisce sul divieto di affissione?

E' successo che è stata certificata dal Senato la mancata convalida dell'elezione di un evasore condannato dopo i 3 gradi previsti dalla legge. Già perché a molti è sfuggito che ieri non si è votato per la decadenza di Berlusconi Silvio, no. Il pregiudicato era di fatto già decaduto a meno che non fosse stato approvato uno dei 9 ordini del giorno presentati dai suoi uccellacci in un ultimo disperato tentativo di salvarlo. Molti aspettavano il grande voto, il tabellone di palazzo Madama illuminarsi con tante lucine verdi corrispondenti ai senatori che volevano rimandarlo in Brianza da dove è venuto. E invece niente: nessun momento clou, solo tante lucine rosse che per 9 volte di seguito hanno respinto le altrettante proposte di salvataggio. Anche l'annuncio di Grasso ci ha regalato ben poche soddisfazioni: "Si intendono approvate le conclusioni della giunta nel senso di dichiarare la mancata convalida..." Quando speravamo tanto in una formula del tipo: "Il Senato approva la decadenza da senatore..."

E mentre ieri sera molti gioivano perché finalmente la legge era diventata uguale anche per lui, altri bloccavano il centro di Roma per manifestare l'esatto contrario e cioé che secondo loro i giudici hanno trattato il cittadino Berlusconi in modo più...uguale degli altri. La loro tesi è che la magistratura (comunista, ndr) si sia accanita con l'evasore, che lo abbia perseguitato. E cosa c'è di strano? Chi infrange la legge viene perseguitato dai magistrati e, se trovato colpevole, dalle forze dell'ordine. Al momento le uniche forze dell'ordine ad Arcore che si stanno occupando di lui sono quelle che lo stanno proteggendo. E' forse questa la stranezza: che non l'hanno ancora arrestato?

Un'altra accusa mossa alla magistratura dalla fauna dell'interdetto è stata quella sulla velocità di esecuzione dei riti processuali. Ma come?! Una volta tanto che qualcosa funziona bene in questo Paese! Non è mica un reato fare in modo che uno degli oltre 50 processi a suo carico arrivasse al termine prima della scadenza dei termini per la prescrizione o prima che lui potesse legittimamente far valere il legittimo impedimento o qualche altra legittima diavoleria che i suoi legittimi avvocati senatori si sarebbero potuti legittimamente inventare.

Poi le discussioni si sono spostate nei salotti televisivi dove gli intellettuali si ritrovano per urlarsi addosso come neanche gli scaricatori di porto sanno fare. E via con il vittimismo pro-Silvio: "Non c'era nessuna fretta, si poteva tranquillamente aspettare che fosse ricalcolata l'interdizione o la nuova sentenza su Agrama dalle Isole Vatteneapesca o il pronunciamento della corte europea per i diritti dell'uomo o di quella mondiale per i maltrattamenti sugli animali o - perché no? - anche di quella universale per lo sviluppo delle forme di vita extraterrestri!"

Noi abbiamo aspettato 20 anni per vedere un criminale essere finalmente, giustamente, inoppugnabilmente, espulso dal Parlamento della Repubblica italiana; ora che aspetti lui che si pronunci la corte intergalattica presieduta da Superman, Spiderman, Putin, Batman e Robin.

Se, e quando, i suoi ricorsi saranno accolti, ne riparleremo.

Nel frattempo - alla faccia di Gasparri - mi rifaccio i pop-corn, apro un'altra bottiglia di prosecco, rimetto in loop il tg di ieri sera e mi godo con gran gusto la decadenza giudiziaria, politica e morale di uno che il Parlamento non dovrebbe vederlo neanche in televisione, neanche se le comprasse tutte.

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