Faber, fabri
30 Novembre Nov 2013 1241 30 novembre 2013

Il diavolo veste "aggratis"

Vada al diavolo l’economia, vadano al diavolo le leggi di mercato, la borsa, le statistiche, le percentuali. Facciamoci i conti in tasca, due domande sul nostro modo di spendere il denaro e su quello in cui ogni giorno decidiamo di investire. Premetto che il discorso parte da una studentessa fuori sede dal limitatissimo budget di spese extra, per cui credo che sia rivolto a tutti. Ma in particolar modo alla mia stessa categoria.

Perché, cari giovani studenti e non, anche noi investiamo, cerchiamo di capire questo punto fondamentale. Scegliere di comprare un libro, di fare un abbonamento, persino di guardare un programma piuttosto che un altro è una scelta di mercato. E allora non c’è nulla che mi faccia saltare più i nervi quando sento gente che: “Ah io amo leggere, leggo tutti i giorni della mia vita.” Fantastico, penso io. Se non fosse che poi la medesima persona afferma: “Perché, tu compri i libri? Ah-ah che arcaica, io li noleggio in biblioteca, me li faccio prestare, li scarico in qualche modo. Altrimenti Internet a che serve?"

La follia.

Per me l’euforia di fare le cose "aggratis", di soddisfare i propri bisogni senza sforzo, senza sacrificio, solo così si può chiamare. Follia.

Primo: se ami un settore, come può essere quello dell’editoria, come pretendi che quel settore sopravviva alle insidie del web se il primo a non voler sacrificare il kebab con patatine e bibita il sabato sera sei tu. Come fai a non capire che le tue passioni sono come i tuoi figli? E che se le soddisfi senza sforzi sei un parassita, come qualsiasi evasore fiscale?

Secondo: il discorso si potrebbe anche estendere a un livello più ampio, quasi sociologico. Ottenere quello che vuoi senza la minima rinuncia, senza l’attesa di racimolare i mezzi per raggiungere l'oggetto bramato, PER QUANTO NOBILE possa essere la tua passione, come la lettura, la musica e quant’altro, a lungo andare non potrà che cambiare (in peggio) il tuo modo di pensare e di vivere, svilendo ogni elevato proposito.

E allora, cari studenti di tutta Italia, con 50, 100, 200, 300 euro di budget mensili, cercate di capire che l’economia è anche in mano nostra, anche se non investiamo in azioni e non acquistiamo immobili. Cercate di capire quali sono le vostre passioni e "sacrificatevi" per quelle, rompete una buona volta il maialino e arricchite (economicamente) chi vi permette di arricchirvi (intellettualmente). Altrimenti se un giorno l’Italia sarà un deserto, con le edicole chiuse, le piccole librerie indipendenti alla rovina, e i negozi di musica trasformati in Esselunga, la responsabilità sarà anche vostra. 

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