Davide, Alessandro e Andrea
Failcaffè
3 Dicembre Dic 2013 0908 03 dicembre 2013

Libido in salsa egiziana

Il contagio sui social media del video virale di Youssef Alimam ha scatenato accese discussioni sull’argomento (con la A maiuscola) tabù in Egitto: il sesso. Il video riporta inoltre un dato sconcertante sulle molestie sessuali, piaga e contraddizione per un Paese musulmano.

di Silvia Cardascia

Una denuncia fresca, intelligente e divertente, nel suo tentativo di disfarsi di quell’ipocrisia dilagante che ruota attorno al tema del sesso in Egitto” (così lo definisce una donna indiana fidanzata con un ragazzo egiziano su Facebook).

Il video (in arabo sottotitolato in inglese) si chiama “Libido”.Comincia con la voce fuori campo di un ragazzo egiziano, il quale spiega come la repressione sessuale sia diventata un fenomeno così radicato nella cultura egiziana, da spingersi sino a falsate congetture sull’interazione quotidiana fra i due sessi.

‘Sta entrando nel suo appartamento con lei: sicuramente vi andranno a fare qualcosa di sbagliato’. “Perché non possono essere solo due persone che escono platonicamente insieme? La società egiziana ha rovinato questo. Il danno è ben al di là di una possibile riparazione”- afferma una voce fuori campo all’esordio del video.  Si tratta di uno dei tanti giovani egiziani anonimi intervistati nelle loro case, i quali parlano liberamente alle telecamere di argomenti considerati tabù per discuterne in pubblico.

I due protagonisti della gag sono: un ingellato occhialuto “sessuologo” e Mazen, un capellone ricciuto stile Bob Marley. “Ogni ragazzo ha una relazione sessuale.. con il suo computer” scherza il narratore impomatato, che indossa abito nero, occhiali da nerd e jeans.

Caricato nel mese di settembre sul canale Youtube di Mazen Shaheen- una delle star egiziane dei video amatoriali sul web- ha ricevuto ad oggi 66.370 visite (delle quali 2.500 solo in data 23 novembre) e 258 commenti.

Il video, che si apre con spezzoni di coppie egiziane filmate nei parchi e nelle strade mentre si scambiano tenerezze, si interrompe con la scritta a schermo bianco “Libido, sai cosa significa?”. A seguire, gli spettatori incontrano Mazen, il protagonista fittizio del cortometraggio. Mazen ha vent’anni, è egiziano e, come tutti i suoi coetanei, vorrebbe più d’ogni altra cosa dormire con la sua ragazza, ma non può. “Perché?”- ed è qui che ha inizio la lezione del professore impomatato.  Un cartone animato narra che quando il piccolo Mazen chiese ai suoi genitori cosa fosse il sesso, gli venne risposto: “vergogna” e “proibito”. A scuola, come a casa, non gli venne fornita nessuna educazione sessuale, così Mazen divenne autodidatta, dandosi alla pornografia.

L’Egitto è il secondo Paese al mondo per numero di ricerche della parola “sex” su Google. Lo scorso anno, sulla scia religiosa dei Fratelli Musulmani e  del “ fu Mohammed Morsi”, il procuratore generale tentò senza successo di implementare una vecchia sentenza del tribunale che proibiva e censurava i siti porno sul web. La mossa, che sarebbe costata molto in denaro e polemica, è rimasta però à la carte.

Tutte le ragazze guardano porno”, afferma nel video una ventenne seduta su un letto dalla coperta rosa a fantasia e un portatile sulle gambe. “Se la sessualità fosse stata naturalmente accettata e accolta dalla nostra cultura, non saremmo diventati così sessualmente repressi”, continua la ragazza poco dopo. Come spiega il “sessuologo- narratore ” più avanti, “Mazen, i giovani e la società egiziana sono diventati tali per una sola ragione: è proibito avere rapporti prematrimoniali”.

Fioccano commenti sulla pagina Youtube del video. Uno dei più recenti, pubblicato il 24 novembre: “Hanno girato questo video per spiegare un problema della società egiziana, e bravi per questo, ma non è stata proposta alcuna soluzione se non: dimentica Dio, dimentica la religione, dimentica la società.. Che ignoranza e immaturità”. Secondo il regista Youssef, 32 anni, se alcuni ragazzi decidono di non fare sesso prima del matrimonio, altri scelgono la terza via del “semplicemente non ne parlo”. Per Youssef, infatti, un sacco di ragazze hijabi (velate) non sono più vergini, e ovviamente non ne fanno menzione, poiché considerato haram e punibile.  Suzy, un egiziano di 20 anni, pensa infatti che nessuno sposerebbe una donna precedentemente ‘compromessa’. “Non è solo l’accettazione sociale del sesso che deve cambiare, ma soprattutto la visione della donna e della verginità”, aggiunge infine.

Tra i temi ironicamente trattati, il video presenta anche alcune statistiche sulle molestie sessuali in Egitto. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, il 99% delle donne intervistate in Egitto sono state oggetto di abusi sessuali. Un dato sconcertante e anche un po’ perverso, considerato il fatto che un’ampia percentuale delle donne molestate fosse vestita con abito lungo e hijab.  La maggior parte dei molestatori auto-identificati nello studio sono ragazzi intorno all’età di 24 anni. Tra gli intervistati, il 67% ha definito l’azione come la necessità di soddisfare un “bisogno naturale”.

Più del 90% della società egiziana è “sessualmente analfabeta” esclama il “professor-sessuologo” nel video. Pertanto molti, per “colmare il vuoto educativo”, si danno a masturbazione, letture, video giochi, musica. Tutto questo per “placare la libido”. Tali soluzioni, commenta ironicamente il simpatico narratore, sono fantastiche, ma non estinguono il desiderio sessuale. E conclude: “Più vita sessuale hai, più successo e soddisfazione avrai”.

Buona visione a tutti!

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