Emanuele Rigitano
Ego politico
3 Dicembre Dic 2013 0903 03 dicembre 2013

Renzi, le primarie e l'amletico futuro del governo Letta

Le primarie del Pd non scelgono solamente il segretario. Infatti, formalmente lo statuto del Pd prevede che il segretario è il candidato di diritto alla presidenza del consiglio. Una scelta che va contro il dettato costituzionale ma che permette ai cittadini di esprimere una preferenza che altrimenti dovrebbe fare il Parlamento. Gli elettori però scelgono anche tre vie, tre modi di essere Pd, centrosinistra. Civati è l'outsider, convinto di vincere sebbene parta dietro gli altri due.Vuole un Pd più progressista e costruire un partito unico con Sel e a livello europeo un rapporto più stretto con il Partito Verde Europeo, che in Italia è rappresentato dalla nuova formazione Green Italia a cui daranno un contributo anche i Verdi italiani, nonché con la Sinistra Europea. La linea Cuperlo è di ribadire il Pd come partito forte, con dirigenti che abbiano il loro spazio, che seguano la tradizione dei Ds. Renzi invece vuole un Pd più trasversale. Punta agli elettori di centrodestra, guarda a Blair e a Obama e a sconfiggere Berlusconi anche proponendo temi cari all'elettorato di centrodestra come quello della riduzione delle tasse. Ha perso però la caratteristica da rottamatore, avendo ottenuto l'appoggio di importanti dirigenti e candidandone alcuni nelle liste per gli organi interni.

I pronostici danno Matteo Renzi per favorito e lui si fa sentire per ribadire la sua fermezza nel pretendere che il governo Letta faccia quello che propone il Pd (che proporrà il Pd di Renzi). Se non lo fa l'esito dovrebbe essere scontato: caduta del governo e elezioni. Renzi non ha mai chiarito però se sia disposto a far cadere lui il governo, questo perché Letta è esponente Pd di un governo sostenuto dal Pd, che ora è partito di maggioranza della coalizione. Parte del Pd poi non vorrebbe farlo cadere, senza contare il no di Napolitano a questa ipotesi.Gli attriti con Alfano vanno proprio in questa direzione: Renzi esige politiche di cambiamento dal governo che rischiano di creare attriti con il Nuovo Centrodestra staccato da Forza Italia. Se fosse Alfano a dire basta alla maggioranza per non essere attaccato da Berlusconi per l'appoggio a politiche "di sinistra" per Renzi sarebbe più facile presentarsi alla premiership senza assumersi la responsabilità diretta della fine del governo Letta. Renzi non può attendere che il governo duri fino al 2015, la sua candidatura alla segreteria del Pd serve proprio come rampa di lancio per la carica di premier (che in realtà è un presidente del Consiglio, ha meno poteri). Renzi però sembra l'unica possibilità, con Berlusconi ancora influente politicamente, di battere la destra di Forza Italia.

Negli ultimi giorni sembra però brillare la stella di Giuseppe Civati, con alcuni discorsi azzeccati in tv. Peccando di coerenza in Parlamento però, come sulla vicenda Cancellieri dove di fronte a parole critiche verso il suo partito alla fine ha votato in maniera difforme dal suo sentire, applicando un vincolo di mandato per paura di rischiare di essere isolato nel Pd. Forse è colui che meglio incarna ciò che dovrebbe essere il Pd come identità di sinistra e che non rappresenta la vecchia nomenclatura, però un segretario per essere credibile quando dice delle cose poi deve far seguire azioni coerenti, altrimenti è meglio che taccia.

Otto dicembre è una data che potrebbe cambiare la storia della politica italiana, o forse no. Perché il Movimento 5 Stelle fa sentire il fiato sul collo a tutti, nascendo dagli errori e dal menefreghismo della politica dei professionisti in carriera.

Dei tre leader attualmente fuori dal Parlamento (Berlusconi, Grillo, Renzi), il sindaco di Firenze è in realtà l'unico che può influire sulla durata del governo Letta: Berlusconi ha fallito la spallata, Grillo è sempre stato all'opposizione. Se Renzi volesse far realizzare qualche proposta a questo governo invece di minarlo forse sarebbe costretto a dover contrattare con Alfano e Letta per non metterli in difficoltà e salvare capre e cavoli. Ma in molti credono che questo non avverrà, e che il governo non arriverà alla guida del semestre di presidenza europea.

Leggi anche: Letta-Renzi, corpo a corpo per la Terza Repubblica .
 

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