Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
4 Dicembre Dic 2013 1111 04 dicembre 2013

Ucraina: Arancione 2


Femen ucraina

Allo scopo di calmare le agitate acque delle piazze ucraine Putin ha firmato un accordo con la Repubblica Ucraina per garantire loro il gas fino ad aprile. É una novità positiva perché mai i russi avevano dato garanzie simili premesso il fatto che vendono il gas agli ucraini con un forte sconto e gli stessi ucraini sono accusati di rivenderlo in parte ai paesi occidentali guadagnando la differenza.

D'altra parte sia il leader Azarov che denuncia nel nome la sua origine russa sia il presidente del Repubblica Ianukovich hanno chiesto all'Unione Europea nuovi incontri per cercare di trovare una soluzione alle offerte di mercato comune. Offerte che rappresentavano il primo passo verso l'integrazione ma a cui gli ucraini avevano risposto di no provocando la reazione dell'opinione pubblica fortemente orientata verso l'occidente e l'entrata nella UE come la confinante Romania. Su questa posizione sono soprattutto orientati i giovani che sperano fortemente che l'Europa apra per loro prospettive di lavoro e di studio che in Ucraina non ci sono o sono bloccate dagli interventi russi. I russi infatti, da sempre, pensano che l'Ucraina sia il loro cortile di casa e hanno nei suoi confronti un atteggiamento proprietario anche perché poco meno di metà della popolazione è di origine russa e parla in russo.

Questa volta qualche cosa è cambiato rispetto alla rivoluzione arancione di qualche anno fa: intanto i partiti di opposizione, divisi e spesso corrotti, non sono stati loro a organizzare le grosse e drammatiche manifestazioni che si sono susseguite in questi giorni e l'occupazione dei palazzi pubblici che ancora permane. Non sono i partiti ma gli studenti e i giovani ( le scuole sono praticamente chiuse in quasi tutto il paese) che vedono nell'ingresso nella comunità europea una grande speranza e in questi giorni si sono autonomamente organizzati prendendo d'assalto dalle provincie i treni che andavano a Kiev. L'un con l'altro si aiutano per mangiare qualcosa o per dormire nelle scuole, presso famiglie consenzienti o chissà dove, nel freddo pungente che già invade, con le prime nevicate, tutta l'Ucraina. Si riuniscono la notte intorno a fuochi improvvisati vengono riforniti come possono da altri giovani della città, non cantano, perché sono preoccupati e vogliono seriamente lottare per la loro grande speranza. I movimenti pacifisti sono stati scavalcati. Il governo ha fatto richiamare le truppe dalla Crimea, gli ottimisti sperano di riuscire ad addormentare la situazione ma per ora tutti i palazzi del governo sono circondati dai dimostranti e comunque il 15 Gennaio ci saranno le elezioni.

Noi che stiamo in Europa possiamo avere anche un certo scetticismo nel pensare che sia proprio l'Europa il luogo della speranza di questa massa di giovani: la vediamo divisa come non è mai stata in stati nazionali aggrappati ai loro particolari interessi, colpita ancora dalla crisi, circondata da popolazioni di tutto il mondo che scappano dalle guerre e dalla fame.

Eppure, sempre quelli come noi che credono nell'Europa e negli Stati Uniti d'Eruopa possono pensare che l'entusiasmo di questi giovani ucraini possa far presa anche tra di noi e dare ancora una volta una spinta alla grande idea dell'Europa unita. I giornali italiani parlano poco di tutto questo. Voglio dire che parlano poco dell'Europa unita e di chi ci crede ma non riescono a far dimenticare una Grande Idea come dimostra la passione dei giovani ucraini che rischiano anche la pelle pur di essere coinvolti in questo antico sogno.

Noi stessi troviamo difficoltà a scrivere queste cose ho già avuto sul mio Blog reprimende da parte di un anonimo ( forse un funzionario dell'ambasciata ucraina o della farnesina) e trovo pochissimi che capiscano anche la portata ideale di questa vicenda. Gli amici di PensaLibero sembrano disponibili, cercherò di convincere anche gli amici de Linkiesta per sostenere questa battaglia e non lasciare delusi e disperati quei milioni di giovani che incredibilmente credono in noi.

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