Elias Gerovasi
#Cooperazione Internazionale
5 Dicembre Dic 2013 2128 05 dicembre 2013

Con Mission l’UNHCR straccia la Carta di Roma

Era il 2008 quando l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprimeva grande soddisfazione per l’approvazione definitiva da parte del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti della Carta di Roma, un Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti elaborato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana su input dell’UNHCR.
La Carta di Roma nasceva infatti dall’iniziativa dell’Alto Commissariato, che, a seguito della strage di Erba nel gennaio 2007, scrisse ai direttori delle maggiori testate giornalistiche italiane per sottolineare come il drammatico evento fosse stato reso ancora più grave da ciò che ne era seguito a livello mediatico.

Oggi, dopo aver visto la prima puntata della discussa trasmissione RAI Mission, possiamo affermare che l’UNHCR ha deciso di strappare quella carta che solo cinque anni fa aveva proposto al mondo del giornalismo e della stampa italiana.  Una lettura attenta del documento vi potrà chiarire l’incoerenza tra quanto scritto e quanto visto in onda a Mission, trasmissione che ha coinvolto giornalisti come Michele Cucuzza, Rula Jebreal e in primis l’organizzazione internazionale UNHCR. (leggi il testo integrale della Carta di Roma)

Qui di seguito vi sottoponiamo solo un articolo (lettera C) che tra gli altri sembra quello più dissonante con i filmati e le interviste di Mission. 

C. Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;

Per garantire la realizzazione dei principi della carta è stata fondata un’apposita Associazione, l’Associazione Carta di Roma onlus i cui soci sono il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG), la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e diverse organizzazioni della società civile. L’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) sono invitati permanenti.

Il sito dell’Associazione Carta di Roma onlus presenta quotidianamente il dibattito italiano sui temi della migrazione e dell’integrazione, eppure della trasmissione Mission non c’è l’ombra.

Ora, al di la del gradimento sulla trasmissione e del dibattito che ha scatenato, è utili porre delle domande dirette ad alcuni degli attori impegnati nella difesa dei diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati, delle minoranze e dei migranti nel mondo dell’informazione.

Alla Presidente della Camera Laura Boldrini (portavoce dell’UNHCR ai tempi della firma della Carta di Roma:

Secondo lei la trasmissione andata in onda lo scorso mercoledì è coerente con questa Carta?

Al nuovo presidente della Carta di Roma Giovanni Maria Bellu, già inviato speciale di Repubblica e condirettore de ‘Unità e attualmente direttore del quotidiano Sardinia Post e al suo vice Pietro Suber, giornalista del TG5:

Perché l’Associazione non si è attivata sul caso Mission a difesa dei principi della Carta?

Alle associazioni della società civile che hanno aderito all’Associazione Carta di Roma (Acli, Amnesty International, Arci, Archivio immigrazione, Asgi, Comunità di Capodarco, Centro Astalli, Cestim, Cospe, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia-Fcei, Federazione nazionale della stampa, Istituto Paralleli, Lunaria, Ordine dei Giornalisti, Rete G2 – Seconde generazioni):

Ritenete che i criteri della Carta siano ancora validi, pensate di sottoporre questo tema all’interno dell’Associazione carta di Roma?

All'attuale coordinatrice dell'UNHCR Italia Laura Iucci che ha seguito per l'Alto Commissiariato la realizzazione della trsmissione Mission:

Per UNHCR è più importante la raccolta fondi o la protezione del codice deontologico che la stessa organizzazione ha promosso nel 2008?

Visita il blog degli operatori della cooperazione internazionale su www.info-cooperazione.it

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