Dario Russo
Babele
9 Dicembre Dic 2013 1942 09 dicembre 2013

Crowdfunding: come finanziare un’idea; pro e contro

Partiamo dal presupposto su cosa sia il crowdfunding. Niente di più e niente di meno del finanziamento (funding) da parte delle persone (crowd) per realizzare determinati progetti tramite una piattaforma web.

Ora cerchiamo di essere quanto più concreti possibili per capire cosa veramente ha bisogno un progetto per essere finanziato, quali criteri usare per scegliere tra le innumerevoli piattaforme, ed infine quali sono i rischi e le opportunità.

Fiducia – Può sembrare una cosa scontata, in tutto c’è bisogno di fiducia, ma quando parliamo di  crowdfunding il discorso si complica un po’. Ricordiamoci sempre che stiamo andando a chiedere ai possibili interessati dei soldi per un qualcosa che non esiste ancora, che potrebbe non realizzarsi proprio o che può avere tempi di sviluppo anche piuttosto lunghi. Tanto per capirci, un conto è comprare un libro o un cd online che nel giro anche di un giorno può arrivarti comodamente a casa tua, un conto è finanziare la realizzazione di quel libro o di quel cd che però potresti avere anche nel giro di alcuni mesi.

Di base, prima di presentare un’idea dovreste:

1) Porvi il problema se già avete una comunità di riferimento ben precisa a cui chiedere di supportarvi.

2) Se realmente il progetto possa interessare.

3) Quanto è alto il legame e il grado di fiducia che avete nei confronti di questa comunità.

4) Che “titoli” avete per presentare il progetto.

Networking off lineOra cercherò di spiegare meglio cosa intendo per “titoli” parlandovi della mia esperienza con il progetto di crowdfunding del libro: “Vinili – la passione per il disco: i negozi, i collezionisti, le fiere” . Come si evince dal titolo, l’idea editoriale era rivolta a tutti gli appassionati del disco in vinile, ed è nata da una semplice telefonata che ebbi circa un anno fa con Nicola Iuppariello, ideatore del DiscoDays (la fiera della disco e della musica  realizzata a Napoli). Nicola voleva fortemente questo libro, ma c’era il problema di trovare in tempi ragionevoli un editore “puro” con cui stipulare un accordo. Parlando di crowdfunding le perplessità di Nicola erano legate proprio alle modalità di realizzazione e soprattutto all’effettiva possibilità di ricevere la somma sufficiente, ma chiarendogli i dubbi si decise a perseguire questa strada. La campagna di finanziamento andò a buon fine raggiungendo perfettamente l’obiettivo prefissato. Qual è stata la chiave del successo? Il fatto di rivolgerci ad un pubblico che già conoscevamo e l’operare in un segmento dell’industria musicale dove oramai il DiscoDays era forte da tempo.  Su queste basi si era sicuri di ricevere un supporto dal network di persone consolidato negli anni e anche da chi non avevaancora avuto il piacere di conoscere il DiscoDays. Giusto per la cronaca, il libro ha ricevuto anche un bella prefazione da parte di Renzo Arbore. Potete immaginare la soddisfazione.

Vi ho esposto la mia esperienza diretta per cercare di farvi notare che - prima ancora di poter operare sul web - è fondamentale ricorrere alle classiche e buone pubbliche relazioni, incontrando face to face chi può darvi una mano, magari accompagnando il tutto possibilmente con un bel caffè.  

Attività di web marketingAssodato che abbiate operato bene in termini di pubbliche relazioni e che riusciate a coinvolgere al meglio il vostro network di riferimento, tutto questo non può bastarvi. Dovete passare ad una seconda fase arrivando a chi – per forza di cose – non conoscete. In questo caso, tutte quelle che sono le attività di comunicazione e web marketing giocano un ruolo fondamentale per raggiungere definitivamente la somma minima di finanziamento. Inoltre, tutte le attività da fare sul web, serviranno per dare trasparenza sul vostro operato e offrire feedback a tutte quelle persone che chiederanno delucidazioni. Insomma, la rete  vi servirà per poter rafforzare ancora di più quel rapporto di fiducia su cui si basa tutta la vostra campagna.

Ricompense – Il progetto deve essere sempre finanziato con la possibilità di scegliere il tipo di quota da donare; in base al tipo di donazione, associate in proporzione il tipo di ricompensa. Considerate che molte persone potrebbero dare anche una quota minima solo per il piacere di supportarvi e non perché vogliono usufruire del progetto una volta realizzato o perché interessati alle ricompense.  Ricordate che anche queste piccolissime donazioni sono importanti.

EvangelizzazioneAbbiamo assodato che tutti i punti ora esposti riusciate ad applicarli al meglio, ma avete ancora un altro grande problema da superare. Un problema culturale.  Ricordate che siamo in Italia, non negli Stati Uniti. Quando esponete la vostra idea, le persone interessate potrebbero sgranare gli occhi alla parola crowdfunding e avere delle remore nel fare un pagamento online (rispetto agli anni precedenti, gli  acquisti in rete fortunatamente sono in aumento). Questo cosa comporta? Il dilatamento dei tempi.

Normalmente, le piattaforme spesso consigliano di fare campagne di crowdfunding anche della durata di pochi giorni/settimane; ebbene a me è capitato di dover programmare una campagna e dilatarla anche su due mesi. Per quale motivo? Le persone possono essere convinte del progetto e posso avere fiducia in voi, ma avere fiducia non significa accettare passivamente quello che voi proponete. Chi ha delle perplessità o non ha dimestichezza con la rete, deve essere guidato e dovrete perdere spesso un bel po’ di tempo per spiegare bene tutto il processo di finanziamento. Vi  troverete a fare una vera e propria opera di “evangelizzazione” che potrebbe costarvi molto tempo, ma che spesso risulta fondamentale.

Scelta delle piattaforme In questo caso ci imbattiamo in un mare magnum, ma don’t worry.

1) Prima di tutto distinguere le piattaforme italiane e da quelle straniere. Se il vostro progetto è prettamente per un pubblico italiano, molto meglio affidarsi ad una portale italiano, fermo restando che anche molte piattaforme estere offrono il proprio servizio nella nostra lingua. Invece, se lavorate per un progetto di portata internazionale, affidatevi a piattaforme che già abbiano supportato progetti del genere e che siano conosciute un po’ in tutto il mondo.

2) Le piattaforme possono essere generaliste, oppure specifiche per il vostro settore. Per esempio, se volete chiedere un finanziamento per un’inchiesta giornalistica, valutate anche portali che operano esclusivamente in questo settore (in tal caso si parla propriamente di crowdfunding journalism).

3) Distinguete le piattaforme che chiedono finanziamenti da quelle che chiedono promesse di finanziamento. La differenza è sottile ma importante, un conto è raggiungere la cifra preposta con i soldi che già sono passati dalle tasche del donatore al vostro progetto (se la cifra non viene raggiunta i soldi possono essere restituiti ai donatori), un conto è chiedere alle persone che cifra sono disposti a donare,  avere un loro impegno formale e richiedere in un secondo momento i soldi solo sulla base della promessa fatta in precedenza (non tutti manterrano la parola data).

4) Valutate i costi del crowdfunding. I portali chiedono delle percentuali che si applicheranno a finanziamento avvenuto (o sulla base del finanziamento richiesto) e che naturalmente variano da piattaforma a piattaforma.

Punti di forzaOvviamente, consiste nell’opportunità fattiva di realizzare la vostra idea non avendo più il deterrente della mancanza di liquidità. Altra cosa importante è che una campagna di finanziamento andata a buon fine consolida enormemente i rapporti di fiducia con tutte quelle persone coinvolte, è un buon test per vedere  - in termini di mercato – quanto effettivamente è valida la vostra idea e soprattutto vi permette di consolidare relazioni anche fuori dal vostro network.

Punti di debolezzaCome detto prima, oltre a dei problemi di natura “culturale”, c’è soprattutto una mancanza da parte di molte piattaforme nel costruire una forte comunità di riferimento, oltre che alla capacità di svolgere al meglio tutte le attività di comunicazione e marketing. La piattaforma, in linea di massima, vi offre solo un servizio, vi darà dei consigli, farà anche promozione sui propri canali ma la maggior parte del lavoro spetta a voi e dovrete contare principalmente sulla vostra intraprendenza. Quindi chi si avvicina per la primissima volta al crowdfunding, può incappare in rischi anche abbastanza alti, oltre al fatto che l’impegno in termini di tempo potrebbe essere non giustificato per progetti che necessitano di cifre alquanto modeste.

Futuro del crowdfundingPersonalmente, mettendo da parte dati che lasciano presagire crescite molto interessanti in tempi anche abbastanza recenti, credo che un passo importante che si dovrà compiere è quello di riuscire a costruire/individuare sempre più comunità per specifici progetti. Come ho detto, un limite di diverse piattaforme è che mettono solo a disposizione uno strumento e un’attività minima di consulenza e di promozione. Per superare questo problema credo/auguro che in futuro, la presentazione di un progetto possa realizzarsi sempre con il supporto della piattaforma e l’aiuto un media accreditato (alcuni esperimenti già sono stati fatti). Anzi, se gli organi di informazione sviluppassero all’interno dei propri siti aree ad hoc per il crowdfunding (incentivando anche attività di crowdsourcing), credo che ciò possa essere la vera chiave di svolta sia per chi crede nel “finanziamento della folla”, sia per gli stessi organi di informazione.

Risorse utili: per chi volesse avere un quadro più specifico sulle piattaforme di crowdfunding (almeno per il nostro paese), ecco un’analisi molto utile dell’Italian Crowdfunding.

Per chi invece vede il potenziale del crowdfuding da applicare alle startup (in questo caso si parla di equity crowdfunding), l’invito è quello di dare uno sguardo al sito della Consob, anche se proprio di recente c’è chi ha espresso perplessità a riguardo.

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