Alessandro Sannini
La nota
12 Dicembre Dic 2013 2126 12 dicembre 2013

MONCLER, EMOZIONI IN BORSA.

Grandi Emozioni in Piazza Affari per 21 Miliardi di ordini per il celebre Piumino Moncler. Un Ipo che fa riflettere sui risultati che bisogna ottenere quanto si va verso il Go Public. Le aziende italiane devono proporsi in maniera interessante e seducente agli investitori dimendicandosi l'odore stantio della cantina e della mansarda sfitta valorizzandosi e creando circoli virtuosi di denaro, progetti, idee e sogni. Qui ci sono riusciti davvero.

}

L'Ipo di Moncler di oggi , è come un hotel prenotato per tutte le Vacanze di Natale o come il Black Friday all'Apple Store sulla Quinta Strada a New York City. Tutti i desk rifiutano l'ordine perchè ormai è full book inviando mail di risposta di non conferma.  Potrebbe essere e tutti gli operatori advisors , banche d'affari e mercato se lo augurano si riapra la stagione delle quotazioni in Borsa. Ci sono infatti molte aziende che, ancora non l'hanno dichiarato apertamente però è nel loro animus l'apertura di capitale al mercato. Ovviamente Moncler, è un operazione private equity backed di ampia dimensione in cui ci sono dei fondi che stanno facendo una exit con in fiocchi. Ma secondo l'idea che " per crescere bisogna iniziare a frequentare della gente migliore" il modus operandi di Moncler serve ad esempio anche in size più piccole come marker sul come fare le cose. Se da un lato siamo di fronte ad un'azienda con ottimi economics e un marchio forte con una storia dall'altro abbiamo un team esteso ( advisors , banche , investor relator e media relations ) che si è mosso ottimamente con un battage coordinato di media relations ed investor relations con un consistente investimento. A incassare sono dunque gli azionisti venditori e “il nugolo di advisor (capofila e regista dell’operazione Mediobanca, col team di Stefano Rangone, affiancata da Goldman Sachs e Merrill Lynch come banche collocatrici, Claudio Costamagna e Lazard in qualità di advisor).

Su Mf, nel pezzo di Andrea Montanari, si legge: “Al netto delle commissioni bancarie, stimate in15-20 milioni (oltre a 6-7 di costi legali), i fondi venditori porteranno a casa 767 milioni. Ad Eurazeo finiranno 410,6 milioni netti, a Carlyle 264 e a Mittel 93″. soldi spesi ovviamente ritornano in immagine ed in qualificazione del prodotto con ricaduta sull'azienda stessa e sul team esteso che ne ha seguito la quotazione. E' noto che anche il più grande mercato mobilare del mondo guarda con interesse anche le piccole italiane con focus specifico nel segmento lusso. Molte aziende italiane con la loro storia e la loro tradizione potrebbero guardare anche la Borsa di New York e magari il Nasdaq per andare a fare raccolta di capitali freschi oltreoceano. L'ingresso in Moncler in Borsa , oggi , è qualcosa che può dare speranza ma è un monito per fare le cose bene e alla grande. I mercati sono come l'oceano, per navigare e per andare forte bisogna avere molto rispetto del mare, ma avere strategie tattiche di rotta dove nulla deve e può essere lasciato al caso. Anche un dettaglio può fare la differenza. Visto che se c'è del successo è una cosa che fa bene al mercato, immette buon umore, e spesso i sentiment della finanza sono comportamentali, oggi , in questa grande di tristezza di paese con i forconi fuori dalle autostrade penso che bisogna alzarsi in piedi e fare una standing ovation e dopo aver fatto questo mettersi a riflettere sulle cosidette capital markets tactics che possono essere riprodotte pari pari anche nel neonato mercato del debito privato italiano.

A differenza della Formula 1 uno dove c'erano dei team simpatici , virtuosi che si meritavano grande rispetto come la Minardi che aveva un'autoclave per il carbonio che era una scialuppa rispetto a quella della Ferrari, sui mercati si corre solo se si riesce ad essere un Top Team ovviamente parametrato alla dimensione della "partita".  Dennis Conner che ha vinto due volte la Coppa America, scriveva che bisogna per fare le cose in maniera vincente accaparrarsi gli uomini chiave migliori che si hanno sulla piazza, anche se sono matti, sanno fare il loro mestiere e sono specializzati. Tutte queste metafore sportive, per dire che accanto a questa Ipo di successo, dove c'è un concentrato di Made in Italy , di fashion , di impegno e di denaro ci sono tante manifestazioni di laissez-faire, di ignoranza e di pochezza sui mercati che di certo non danno una mano alla ri-partenza di questo paese. La Borsa e Piazza Affari sono una fotografia delle varie sfacettature della nostra bella italietta. Oggi abbiamo visto l'Italia che ci piace, di standing che va in Borsa , e sono in fila con il numerino in mano con i soldi in mano per acquistare, qualcuno non ci riesce a partecipare al desco, ma il suo animo  sarà quello che la prossima bella cosa di cui sentirà un rumor sarà in prima fila per dare un'ordine di acquisto.  Quindi, care aziende italiane , emettete corporate bond oppure quotatevi in borsa, rinunciate ad essere padronali. Tutti i soldi che spendete in professionalità, trasparenza , marketing li riprenderete di sicuro in termini di fatturato ed opportunità di business potenzialmente in tutto il mondo.  Non ragionate sempre con le banche di fronte, se vogliamo vincere ancora e avere successo dobbiamo essere un world class.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook