Andrea Coccia
#jusquicitoutvabien
13 Dicembre Dic 2013 0848 13 dicembre 2013

Saltare lo squalo, alzare l'asticella dello scempio

Stamattina ho imparato l'origine di un'espressione inglese «jumping the shark», importata in italiano come «saltare lo squalo» da Francesco Costa, che l'ha usata sul Post in un articolo su Caressa nel 2010. L'espressione, spiega il Post, è nata dalla critica statunitenseche la usa per indicare l'esatto momento in cui un prodotto di successo - loro lo usano su saghe e serie tv - inizia il suo inesorabile declino, e deriva dal fatto che, per Happy Days, questo declino sia cominciato nel momento in cui Fonzie scommise di riuscire a saltare uno squalo facendo sci nautico.

Insomma, è il classico sbulaccare, detto anche farla fuori dal vaso.

[In Francia hanno un'espressione bellissima che appartiene alla stessa macroregione delle espressioni che indicano lo sbulaccamento. Loro dicono péter plus haut que son cul, e in italiano suonerebbe come un divino scoreggiare più alto del proprio culo.]

Ma non volevo parlare di linguistica. Volevo semplicemente usare questa bella espressione. Infatti, l'istante dopo essere finito sull'articolo del Post del 2010 che la spiegava, seguendo un tweet della Stampa.it, sono finito sulla pagina che trovate qui sotto.

Ora, se perdo venti minuti della mia mattinata per scrivere queste righe è perché questa pagina non è un fake e non è un canale del Lercio.it. Quindi l'espressione La Zampa.it NON è un fake, è vera. È un canale che fa parte della Stampa.it da circa un mese (il primo articolo è dell'inizio di novembre 2013). 

È tutto vero, e per me alza l'asticella dello scempio a livelli che nemmeno il Bubka dei tempi migliori. Oppure, per dirla all'americana e ammiccare al Post: alla Stampa han saltato lo squalo.

In tutto il mondo si fanno i salti mortali per cercare di trovare la quadra e di rimettere in carreggiata questo straordinario mestiere che è il giornalismo, ovvero l'arte di raccontare storie che aggiungano qualcosa alla comprensione del mondo e delle dinamiche che lo muovuono, dalla guerra in Siria alla finale di X factor. Ci stanno provando in ogni modo, perché in giro c'è un sacco di gente che questo lavoro vuole continuare a farlo e, se possibile, a farlo sempre meglio.

Qui in Italia, invece, la quadra non si cerca nemmeno, i soldi non si investono quasi mai nei posti giusti, ma servono a ingrassare vacche già grasse e bulimiche che non sanno nemmeno di cosa si sta parlando. Qui in Italia si saltano gli squali. E succede così, che nel novembre del 2013, nasce la Zampa.it. 

La caduta, a volte, prende traiettori indecifrabili, e qualcuno, intanto che aspetta lo schianto si diverte a fare pernacchie e piroette. Ma non c'è ninte di cui preoccuparsi, fino a qui, va tutto bene.

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