Antonio Sanfrancesco
Opportune et importune
16 Dicembre Dic 2013 1725 16 dicembre 2013

Il Papa compie 77 anni. La Chiesa è giovane ma non giovanilista

Qualche mese fa, alla vigilia del Conclave, i vaticanisti di tutto il mondo compulsavano le biografie dei cardinali che di lì a poco sarebbero entrati nella Cappella Sistina alla ricerca soprattutto di una data: quella di nascita. L’età conta. Soprattutto per il pastore della Chiesa universale chiamato a guidare la barca di Pietro nei marosi di tempi difficili e inquieti come questi e che richiedono, come spiegò lo stesso Benedetto XVI congedandosi dal pontificato, vigore fisico, energie fresche, una salute discreta. «Sono pervenuto alla certezza», disse il Papa emerito, «che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino».

Si pensava dunque che nella scelta del suo successore molta importanza sarebbe stata data proprio all’età anagrafica, indicata da Ratzinger come uno dei motivi della sua rinuncia. Negli occhi c’erano ancora le immagini del lungo addio di Giovanni Paolo II, inchiodato dalla malattia e dall’avanzare della vecchiaia che lo rese quasi afono.

Non è andata così. Alla fine, invece, è stato scelto Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, due in meno di Ratzinger quando venne eletto.

L’età conta, certo. Soprattutto in un tempo in cui, grazie all’aiuto della scienza, si è allungata notevolmente anche se non sempre vi corrisponde una forma fisica adeguata. E il realismo, prima virtù del cristiano, impone di tenere conto di tutte queste cose.

Nella Sistina, però, le previsioni fin troppo mondane sull’importanza dell’età si sono rivelate fallaci. Perché la Chiesa, nella scelta di colui che è chiamato a guidarla e deve testimoniare dell’autorità e della verità del Vangelo, può permettersi anche il lusso di fare un’eccezione e andare controcorrente. E tenere conto dell’età – elemento sicuramente importante – solo fino a un certo punto.

La Chiesa non è una holding o una multinazionale e a chi sta alla sua guida non è richiesta necessariamente salute perfetta, forma fisica smagliante, piglio giovanile al pari di un top manager.

Chi crede, invece, sa che colui che guida la Chiesa è Cristo stesso e il suo governo compete anzitutto allo Spirito Santo di cui il Papa è solo uno strumento che attinge la sua forza ispirandosi al Cielo e dalla preghiera.

Il compleanno di un Papa, al di là della mera ricorrenza, forse è una non notizia. Ma in un tempo come il nostro in cui invecchiare è un lusso, nell’ultima stagione della vita si è considerati “prodotti di scarto” e il mito del giovanilismo prevale su tutto, può essere uno spunto per riflettere che il mito dell’efficientismo è una violenza contro l’uomo, i suoi limiti, le sue fragilità, il suo aver bisogno d’aiuto. In tutte le età, certo, ma soprattutto quando le forze vengono meno.

Non a caso il salmista dice «Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore».

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