L’Italia in numeri
18 Dicembre Dic 2013 1221 18 dicembre 2013

Quali sono le azioni prioritarie richieste al governo Letta? Sviluppo economico e politiche sociali, oltre al taglio dei costi della politica

Uno dei primi effetti sull’azione di governo della nomina di Renzi a segretario del Pd è stata l’improvvisa accelerazione del decreto legge che limita il finanziamento pubblico dei partiti. È vero che questo provvedimento era contenuto già da tempo nell’agenda dell’esecutivo, ma è opinione unanime che la decisione di attuarlo sia dipesa anche dall’ascesa del sindaco di Firenze.

Con questa decisione, Letta è certamente venuto incontro ad una richiesta diffusa nella popolazione. Già l’anno scorso, nell’aprile 2012, un sondaggio mostrava come l’80% degli italiani fosse contrario alla erogazione di denaro pubblico per consentire l’attività dei partiti politici. Solo il 4% vedeva nel finanziamento pubblico una misura atta ad evitare che i cittadini più ricchi condizionassero, con i loro contribuiti, le forze politiche e solo un altro 16% invocava una mera diminuzione del finanziamento pubblico senza, tuttavia, una sua abolizione.

Ciononostante, fino all’anno scorso, la riduzione dei costi della politica non appariva il primo né il più importante provvedimento richiesto al governo. Di fronte al quesito su quali provvedimenti l’esecutivo dovesse prendere con maggiore urgenza, le risposte si concentravano (per quasi il 70%) sulle tematiche del lavoro e sull’occupazione, tanto che solo il 3% indicava la riduzione dei costi della politica.

Quest’anno le cose sono in larga misura cambiate. Le questioni legate all’economia e alla politiche sociali risultano ancora le più gettonate come priorità per il governo. Nell’insieme, tuttavia, queste ultime vengono indicate oggi da meno del 50% dei cittadini ed è di molto aumentata (13%) la richiesta di una riduzione netta dei costi della politica.

Insomma, Letta (e Renzi) hanno intercettato un trend crescente di richiesta da parte degli italiani. Ma, al tempo stesso, le tematiche relative all’economia e alle politiche sociali continuano ad essere considerate le più importanti. È su queste che si giocherà per davvero il futuro del governo, almeno dal punto di vista dell’opinione pubblica.

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