Raja Elfani
Gloβ
19 Dicembre Dic 2013 1906 19 dicembre 2013

Quasi pronto il sito Greenwald+Omidyar

Mentre il rapporto per la riforma NSA tiene occupato più di un giornalista, Omidyar lancia il secondo teaser del futuro sito di Greenwald che ci tiene col fiato sospeso da ormai 3 mesi precisi.

Con la scusa di un annuncio finanziario, "NewCo" ritorna a galla nel pieno della vicenda Datagate, come se l’ultimo colpo di scena ieri non fosse abbastanza. Mentre la Casa Bianca si prepara a rinnovare la fiducia, duramente incrinata, ad Obama, l'imprenditore e fondatore di eBay coglie l'occasione per riconquistare la sua parte di fiducia del pubblico.

1. Il comunicato pubblicato sul sito di Omidyar annuncia il versamento di un primo capitale di 50 milioni, tanto per rimettere le cose in chiaro sulla serietà degli intenti. Dichiara inoltre quali sono i mercati puntati e il tipo di profitti che l'azienda intende fare, specificando però una netta separazione dagli altri intenti, quelli editoriali, tra giornalismo e pubblico interesse. Il sito sarà in grado di offrire un giornalismo perfettamente indipendente, promette il comunicato.

E per dimostrarlo il ricavato del giornale sarà sistematicamente reinvestito nella missione che si prefigge la testata.

2. Anche se ancora provvisorio, “NewCo” cambia nome evidentemente troppo screditato dalle polemiche Paypal (tra le altre) e diventa “First Look”.

Greenwald, per chiudere il cerchio di questa due-giorni di risvolti, twitta anche un post del professore di giornalismo alla NYU nonché ora collaboratore, Jay Rosen, che fa una meticolosa didattica del comunicato di Omidyar sul sito Press Think. In un precedente post Rosen si era deontologicamente dissociato da ogni critica riguardo ai suoi nuovi datori di lavoro, in una specie di mea culpa rivolto principalmente ai suoi studenti.

Comunque Rosen risponde a qualche preoccupazione del pubblico, in particolare sul conflitto d’interesse con eBay - che però Rosen preferisce non nominare.

Rosen afferma che il sito sarà insieme for profit e no profit, proprio per potersi garantire una indipendenza finanziaria e anche editoriale. Rosen rimanda perciò a vari modelli mediatici come il Guardian, e noi apprezziamo lo scrupolo pedagogico.

Ma First Look, continua Rosen, andrà oltre poiché tutta la sua impalcatura finanziaria verrà elaborata ad hoc per raggiungere una perfetta autonomia. Oltre all’inevitabile pubblicità, First Look sperimenterà l’autofinanziamento senza più bisogno di dividersi in due aziende.

Quello che tuttavia non sembra cogliere Rosen è che è proprio questa autoreferenzialità che ci inorridisce.

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