Gianluca Melillo
ItaliAmo
19 Dicembre Dic 2013 0916 19 dicembre 2013

#svendiroma : l’affaire #Acea si scrive #Lanzillotta ma si legge #Caltagirone

Malignano i (soliti) bene informati che l’emendamento, volto a ad imporre al Comune di Roma la cessione di quote di Acea (la società capitolina che detiene il monopolio su acqua ed energia, oltre che una delle poche con bilancio in attivo) della Senatrice di Scelta Civica (ex PD, ex API, ex Assessore del Comune di Roma…) Linda Lanzillotta sia stato “telecomandato” dal noto costruttore romano Caltagirone.
In effetti però qualche sospetto potrebbe venire anche e meno maligne persone, se consideriamo che (guarda caso) il socio più importante di Acea, dopo il Comune di Roma che detiene la maggioranza, è proprio Francesco Gaetano Caltagirone con un imponente 16%.
Ed è interessante notare la (casuale?) tempistica del provvedimento della Senatrice montiana, stranamente avvenuto a pochi giorni dalla faticosa approvazione del Bilancio comunale, ottenuta anche grazie agli utili portati alle magre casse capitoline proprio da Acea. Infatti una vendita di quote azionarie adesso sarebbe decisamente vantaggiosa per eventuali acquirenti che potrebbero comprarle a prezzi da saldi. Tant’è che solo l’idea, immediatamente smentita dal Sindaco marino, di un’eventuale (s)vendita delle azioni comunali ha fatto perdere 1 punto al titolo in Borsa.
Ad opporsi per primo all’emendamento della Senatrice Lanzillotta (Caltagirone?) l’ex Capo Gruppo del Partito Democratico romano, ora Parlamentare, Umberto Marroni, già noto per aver impedito all’ex Sindaco Alemanno proprio di (s)vendere Acea nella precedente consiliatura di centrodestra.
Dopo una intensa campagna di informazione circa il rischio che i romani hanno corso, ieri all’On. Marroni si sono aggiunti via via altri parlamentari romani del PD (come Marco Miccoli, Micaela Campana…) ma soprattutto il Vice Ministro dell’Economia Stefano Fassina che ha bollato l’intervento come “ideologico e propagandistico” e dichiarando che “va cancellato”.
Ed in chiusura di giornata la secca nota del Sindaco che ha tuonato "non si può mettere in alcun modo in discussione il risultato del referendum del 2011. Vogliamo che Acea resti in mano pubblica e puntiamo al rilancio industriale dell'azienda perché si tratta di uno dei settori strategici della città. Chiunque pensi alla svendita del nostro patrimonio non troverà terreno fertile" esprimendo tra l’altro la sua "ferma contrarietà all'emendamento". Bocciato a stretto giro anche da mezza Giunta: dal vicesindaco vendoliano Luigi Nieri all’assessore democratico Daniele Ozzimo. Quest’ultimo già protagonista (con Umberto Marroni) della battaglia consiliare contro Alemanno di un paio di anni fa, volta proprio ad impedire quanto oggi vorrebbe fare la Sen. Linda Lanzillotta.
Inoltre durissimo l’intervento dei sindacati, per una volta tutti d’accordo nell’affermare che "dopo le proteste di cittadini e lavoratori contro la privatizzazione e un esito referendario plebiscitario, questo emendamento è tanto inopportuno quanto completamente avulso dalla realtà economica e sociale del nostro territorio", è quanto sostenuto dai segretari di Cgil, Cisl e Uil Di Berardino, Bertone e Bombardieri.
Stamattina l'emendamento Lanzillotta è stato votato, ma ELIMINANDO TUTTA LA PARTE INERENTE LA (S)VENDITA DI ACEA. Una grande vittoria del Partito Democratico sia in Parlamento (ed un grazie particolare credo lo debbano ad Umberto Marroni) sia in Comune dove il Sindaco Marino è stato categorico col suo niet. Ora però occorre vigilare, è stata vinta un'altra battaglia ma la gueera è solo agli inizi.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook