Fabio Brinchi Giusti
Parlare con i limoni
20 Dicembre Dic 2013 2120 20 dicembre 2013

Tutti i complotti su Matteo Renzi

Matteo Renzi è l’uomo del momento e secondo un’opinione corrente sarà anche l’uomo del futuro.

Tutto ciò inevitabilmente ha attratto sul neo segretario del Partito Democratico i riflettori dei complottisti. Da qualche tempo i vari siti e blog hanno colto l’occasione per spiegare a noi poveri ignoranti che magari, illusi dal sogno della rottamazione, abbiamo finanche versato i 2 euro alle primarie, chi sia davvero il sindaco di Firenze.

Per il complottismo italiano non ci sono dubbi. Da Matteo Renzi non verrà nulla di buono per il Paese. Perché Renzi è legato alle multinazionali della finanza, è la persona scelta dal Nuovo Ordine Mondiale per dominare l’Italia, è iscritto alla Massoneria a cui deve la sua folgorante ascesa politica.

“E le prove?” Dirà qualcuno pagato dalla Kasta.

Le prove non servono: “Non ci interessa il fatto che magari non si trovino le prove di un suo effettivo “tesseramento”” –si legge su molti siti che spesso si copiano lo stesso articolo gli uni dagli altri– “di una sua affiliazione a qualche loggia. Renzi è l’espressione più diretta ed immediata di quella culturalità massonica di cui si servono i grandi burattinai del potere occulto per agire indisturbati ai danni della società.” (tesi sostenuta ad esempio qui e qui)

La voce che Renzi sia iscritto alla Massoneria circola su molti siti Internet e circola dai tempi in cui il nostro si era candidato a sindaco di Firenze. (vedi ad esempio qui, qui, qui e qui) Le prove non esistono, nessuno è in grado di dimostrare che questa voce sia vera (come lo è stato per Berlusconi per il quale esiste la famosa ricevuta che dimostrò la sua iscrizione alla loggia P2). Lo stesso Renzi, intervistato da Sky, ha risposto ridacchiando di aver solo quella dei boy scout. D’altronde come si fa a dimostrare di non essere iscritto a qualcosa? L’onore della prova non spetta a lui, ma chi lo accusa.

Ma a questi le prove non interessano, lo dicono esplicitamente. In Toscana, scrivono, ci sono iscritti del PD che appartengono alla Massoneria. Fra questi ci sarebbe anche il padre di Renzi. Ma anche qui le prove non servono.

Il mondo è governato da 1000 banche (anche qui le prove non servono) e Renzi rientra chiaramente (chiaramente?) nel prototipo di politico che queste mille banche vogliono portare al governo (fonte). Anche qui le prove non servono.

Altri riportano il sostegno ricevuto da Carlo De Benedetti che in un’intervista ha dichiarato di auspicare il ricambio generazionale. Parole che possono essere tradotte così: “Cari Rotschild e Rockfeller, cari vertici della finanza mondiale e del sistema usurocratico-bancario, siccome l’attuale generazione di politici italiani non è poi così tanto funzionale al “sistema”, occorre voltare pagina e appoggiare tutti insieme chi potrà meglio garantire il nostro business.” Perché debba essere tradotto così quello che è ormai è diventato un luogo comune lo sa soltanto lui. (fonte)

Quindi si tira in ballo Itzhak Yoram Gutgeld, deputato PD di origini israeliane ed ex direttore della McKensey & Company, multinazionale leader nel settore delle consulenze bancarie (alla quale si è rivolto recentemente anche Papa Francesco per curare l’immagine della Città del Vaticano). Gutgeld è uno degli spin doctor di Renzi quindi essendo stato anche un dirigente di un multinazionale, Renzi è l’espressione di un multinazionale finanziaria. Anche qui le prove non servono.

A sposare e diffondere i gomplotti è arrivata anche la voce di un senatore del M5S, Bartolomeo Pepe che ha ipotizzato la lunga mano dei poteri forti persino nella partecipazione (e conseguente vittoria) di Renzi alla Ruota della Fortuna nel remoto 1994! (fonte)

E’ giusto e utile alla democrazia che Renzi sia criticato e smussato nei suoi angoli più critici che avrà come ogni altro politico. E’ giusto che ci si ponga anche nei suoi confronti con spirito critico e razionale perché è un uomo e farà, anche lui, i suoi errori. Sparare illazioni senza prove sulla base di pettegolezzi e impressioni, invece, non serve proprio a niente.

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