Elisa Pierandrei
Urban Cairo
3 Gennaio Gen 2014 1229 03 gennaio 2014

L'arte di Tilt sui muri di Beirut

Quartiere di Ain el Remmaneh, a est di Beirut, che nel 1975 fu protagonista dell'inizio del lungo e devastante conflitto civile libanese. E poi l’enorme parete di una scuola pubblica su cui trascrivere (in bubble-pink) un brano tratto dal volume “Les désorientés” (i disorientati) dello scrittore libanese Amin Maalouf. E’ l’impronta lasciata dallo street artist francese Tilt si muri feriti della travagliata capitale del Paese dei Cedri. L'artista lo ha scelto per raccontare come si sentono i suoi cittadini oggi.


(Photo credits: courtesy di Graff'me Lebanon)
 

Il 2014 per il Libano si è aperto con l'ennesima autobomba nella capitale che pero' non si arrende e lotta per non scivolare nel baratro.
 

L'opera di Tilt a Beirut è stata realizzata nell'ambito di un festival di street art a fine 2013 dal titolo Graff’me Lebanon (www.graffme.fr ). La street art in questa parte di mondo non è certo una novità. Ce la spiegano i volumi dal titolo Beirut Street Art  Vol. 1-2 (Art Lounge publishing). Oltre a Tilt, Beirut ha ospitato nell'ambito di Graff’me gli interventi del francese Zepha e l’italiano Zeus. Ma anche di un pugno di interessanti artisti libanesi fra cui Zed, Phat2 e M3alim.

Sul sito dell'evento si legge che si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea e sostenuto dal French Cultural Institute of Lebanon. Il programma ha previsto, oltre agli interventi murali, anche conferenze ed incontri, con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di una cultura urbana in cui l’arte sia la dimensione sociale del cambiamento.

Intanto, a dicembre ha aperto a Beirut il primo negozio professionale per graffiti: Burners Graffiti Shop (
www.fb.com/burnersbeirut) di proprietà di uno del giro, Phat2. Offre un expo-wall di circa 2,5 metri quadrati su cui un nuovo artista espone ogni mese.
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