LOMBARDIA NEXT STATE IN EUROPE
4 Gennaio Gen 2014 1517 04 gennaio 2014

Appello ai sardi: firmate per i partiti indipendentisti

Con un colpo di mano la partitocrazia italiana che governa l'isola ha inferto un duro colpo (anche) alle sigle indipendentiste che vogliono proporsi alle prossime elezioni sarde; lo strumento democratico della votazione (secondo per importanza solo a quello referendario) è in grave pericolo ed è necessario quindi che tutti i sardi di buona volontà, non solo quelli indipendentisti quindi, facciano la loro parte per non permettere l'ennesima vittoria alla partitocrazia di palazzo.

L'elettore medio, quello non impegnato nell'attivismo politico quindi, solitamente ignora le procedure burocratiche che permettono ad una lista / partito / movimento di potersi presentare sulla scheda elettorale. L'ostacolo più imponente è sicuramente quello della raccolta delle firme a sostegno della propria lista: nei tempi stabiliti, poco prima della tornata elettorale, devono essere raccolte e adeguatamente vidimate da un pubblico ufficiale (consigliere comunale o personale con delega da parte del sindaco, consigliere provinciale, notaio) migliaia di sottoscrizioni, divise per collegio provinciale. Un compito molto difficile e dispendioso in termine di tempo da sacrificare, specialmente in questo periodo di "antipolitica" spesso rozza e controproducente. Ci si permette di definire "rozza" e "controproducente" questa ondata di motivato sdegno nei confronti della politica di palazzo sostanzialmente perché spesso fa inconsciamente gioco proprio alla politica di palazzo stessa, e questo caso ne è l'esempio più lampante: il "governatore" della Regione Sardegna, con la propria maggioranza, ha infatti indetto le elezioni per il 16 febbraio 2014; ciò vuol dire quindi che i candidati alla presidenza della Regione e le liste e simboli collegati devono essere presentate rispettivamente il 15, 13 e 6 gennaio. Mancano insomma pochi giorni per raccogliere correttamente e far vidimare le migliaia di sottoscrizioni dette in precedenza. 

Perché poche righe prima si è parlato di "colpo di mano della partitocrazia italiana che governa l'isola"? E' presto detto: tra le pieghe dei decreti e decretucoli vari, i partiti già presenti in Consiglio Regionale si sono esentati dalla raccolta firme, proprio come è successo nelle ultime elezioni lombarde, tra l'altro. Questo vuol dire che i partiti italiani Forza Italia o PD, al governo nelle ultime legislature e quindi primi responsabili della malagestione dell'isola sarda, sono automaticamente ammessi sulla scheda elettorale, mentre i partiti/movimenti che aspirano a rivoluzionare la malapolitica di governo degli ultimi anni devono impegnare fino all'ultimo i propri attivisti per poter essere almeno presenti. Ancor più rivoltanti risultano essere le manovre degli giorni, purtroppo ispirate dall'esperienza di regione Lombardia: vi è un fitto "fuggi fuggi" di consiglieri da un gruppo ad un altro per "salvarli" dalla raccolta delle firme; lo stesso presidente Cappellacci ha "aderito" alla lista Zona Franca per assicurarsi il suo appoggio. Proprio come fecero diversi consiglieri regionali leghisti per permettere la presentazione di liste come "Alleanza ecologica", assolutamente sconosciuta a chiunque; il nostro movimento non riuscì tra l'altro a presentare la propria candidatura proprio perché la raccolta e vidimazione delle firme risultò essere un ostacolo insormontabile per chi fa politica nella grande Lombardia da pochi anni e può contare solo sulle proprie forze. 

Proprio per non fare dell'antipolitica "rozza" e "controproducente" quindi, il sardo elettore medio dovrebbe firmare per una lista che non è esentata dalla raccolta firme, quantomeno per permetterle di partecipare al confronto politico, anche se non ne condivide pienamente i contenuti. E' l'unico modo per mantenere vivo uno strumento democratico, e non fare il gioco della solita politica di palazzo che preme invece per renderlo un teatrino asservito alle proprie logiche.  

Chiaramente essendo questo un movimento indipendentista ci permettiamo di consigliare i partiti e movimenti politici che propongono la nascita di uno Stato della Sardegna completamente indipendente dallo Stato italiano; è un breve elenco senza distinzioni, ordinato in modo alfabetico per non rispecchiare alcuna preferenza:

Fronte Indipendentista Unidu Candidato presidente Pierfranco Devias 

sito ufficiale e programma elettorale http://www.fronteindipendentista.org/

per informazioni riguardanti la raccolta firme:  c.sabino79@gmail.com o tel 3382154200

Meris - Malu Entu Candidata Presidente Cristina Puddu

per informazioni riguardanti la raccolta firme: https://www.facebook.com/doddore?fref=ts

ProgRes - Sardegna Possibile Candidata presidente Michela Murgia

sito ufficiale e programma elettorale http://www.sardegnapossibile.com/

Per informazioni riguardanti la raccolta firme: https://www.facebook.com/events/699789990065452/

Ancora non hanno sciolto le riserve i partiti IRS, SNI e Sardegna Libera, e per questo non è possibile dare informazioni a riguardo. Lo storico Partito Sardo d'Azione è invece esentato dalla raccolta delle firme in quanto già presente nel Consiglio Regionale.

Questo spazio rimane aperto per correzioni o aggiornamenti da parte degli interessati, che possono contattarci scrivendo ad info@prolombardia.eu

Giovanni Roversi

proLombardia indipendenza

www.prolombardia.eu

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