L’Italia in numeri
14 Gennaio Gen 2014 1121 14 gennaio 2014

Calo di popolarità (29%) per il Governo. Resiste Letta, secondo solo a Renzi, unica speranza per l’elettorato del PD

La popolarità del Governo è in caduta verticale. Malgrado le rinnovate promesse di Letta e le dichiarazioni di buone intenzioni di molti ministri, continua a diffondersi l’impressione di un immobilismo dell’esecutivo e di una conseguente delusione delle aspettative che ad esso erano state rivolte. Lo si vede bene dalle percentuali di coloro che dichiarano di approvare l’operato complessivo del Governo. Si trattava del 44% nello scorso novembre, del 39% a dicembre e del 29% oggi. L’inizio dell’anno ha dunque significato un calo di ben dieci punti nella popolarità della compagine guidata da Letta. Si può trattare naturalmente di una reazione, specie, alle notizie sulla pressione fiscale e a quelle sull’incombere di nuove tasse sulla casa. Oppure della prosecuzione di un trend negativo, destinato ad accentuarsi nel tempo. Lo vedremo nei prossimi mesi. Intanto, c’è da notare come il giudizio sul Governo appaia ovviamente più negativo all’interno degli elettorati dei partiti di opposizione, come Forza Italia (ove raggiunge l’84%) o il Movimento 5 Stelle (90%). Ma si riscontra in misura significativa anche tra i votanti per partiti di Governo come il Nuovo Centro Destra di Alfano (solo il 24% di consenso per l’esecutivo) e, persino, tra quelli del PD. Ove esiste, è vero, una maggioranza che esprime un giudizio positivo sulla compagine. Ma essa è assai esigua e supera di poco il 50%: anche tra l’elettorato del partito di Renzi, il 44% si dichiara ostile al Governo.

Diverso è il caso della popolarità personale di Letta, che rimane elevata (41%), seconda solo a quella di Renzi (49%). Il Presidente del Consiglio appare personalmente molto popolare tra le persone di età centrale e tra quelle in possesso di titoli di studio medio-alti. Con una forte differenza, naturalmente, nell’orientamento politico. Di fatto, Letta raccoglie oggi la maggioranza dei consensi solo nell’elettorato del PD (69%) e viene bocciato sia dai votanti di partiti di opposizione (80% di giudizi negativi sulla figura del premier), sia anche da quanti dichiarano l’intenzione di votare per il Nuovo Centro Destra (62% di giudizi negativi), che pure fa parte del Governo.

La scarsa fiducia riposta nell’esecutivo si misura anche dalle reazioni alla recente dichiarazione del Ministro Saccomanni, che ha dichiarato che nel 2014 le tasse per gli italiani diminuiranno. È credibile questa promessa? Per più del 90% degli italiani non lo è. Questa opinione si rileva trasversalmente tra tutti i cittadini, con una accentuazione tra i liberi professionisti e i disoccupati. È condivisa, in particolare, dai votanti per i partiti di opposizione, ma anche da quelli del PD, ove solo il 16% ritiene “probabile” la realizzazione delle promesse del Ministro dell’Economia. 

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