Sogni di merito
15 Gennaio Gen 2014 1106 15 gennaio 2014

Non mi interessa dove mettono il pene Hollande, Berlu o Vendola. Ma se lo fanno a spese nostre.


Hollande è imbarazzato

Fino ad ora non ho detto nulla su Hollande, perché sia che si chiami Berlusconi, sia che si chiami Kennedy, o Clinton, Hollande, Mussolini, Vendola, ecc di dove un uomo "normale" o di potere metta il suo pene non me ne può fregar di meno.
 

Però c'è un però: se dove metti il tuo pene crea conseguenze a noi cittadini perché, o dobbiamo pagarti le scappatelle con voli di stato ed incarichi pubblici da dare alle "innamorate", o perché rendono un uomo di stato che ci rappresenta ricattabile, allora là sì che il dove gli uomini di potere mettono il loro mebro diventano anche fatti nostri.
 

Per esempio - dedicato a perbenisti, senonoraquandisti, antiberlusconianituttoilrestoinveceèokisti vari - Hollande, pur essendo un poco sfigatiello e facendo le cose in modo molto più triste e grigio del nostro ex sex-addicted di Arcore, se ne andava con l'amante senza scorta (e già qua, il presidente di una repubblica presidenziale che rinuncia a proteggersi da attentati per fare all'amore...) in una villa intestata ad un mafioso corso (ricattabile).
 

Ora scopro che la furba ha battuto cassa con un posto nella pubblica amministrazione francese (nella CULtura: in una commissione di Villa Medici, l'istituto francese di cultura di Roma per la scelta di giovani artisti).
 

Due insegnamenti:

1) tutto il mondo è paese,

2) non è togliendo i "Berlusconi" che risolvi le cose.
 

Se prima qualche malato mentale avesse potuto credere che le cose del sesso le faceva solo lui, o che i disastri in generale fossero solo colpa sua, può ricredersi, sia studiando la storia, sia osservando le gossipate odierne.
 

Inoltre non si può nemmeno più dire la gettonatissima "solo noi italiani". 
Semplicemente è la natura umana, ovunque nello spazio e ovunque nel tempo.
E come risolvere?

Levando sempre più discrezionalità e potere ai grossi centri decisionali e agli uomini di stato, che, tramite coercizione legislativa e/o fisica, impongono le loro scelte e soddisfano i propri voleri (in buona e cattiva fede).
 

La cultura, l'economia, la salute, la ricerca e la libertà in generale sono tutte cose troppo serie e importanti per lasciarle in mano in toto o in enorme parte a un monopolista iperpotente, che si chiami stato, che si chiami mafia, che si chiami re, dittatore o qualsiasi nome assuma nel corso della storia.

p.s.: Vedo che almeno in Francia, quando vieni beccato con le mani nella marmellata, anche se sei il presidente della repubblica (in una repubblica presidenziale) senti l'acqua alla gola: Hollande si difende sul fatto dicendo che non parla delle sue vicende, pur dolorose, private. Però si mette sotto e annuncia tagli e risparmi per i cittadini francesi per 50 miliardi.

In Italia ieri Vendola, che pur essendo già a metà gennaio non si è ancora dimesso, ha annunciato un bando per 200 nuovi funzionari in regione.

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