La materia non è solida
15 Gennaio Gen 2014 1010 15 gennaio 2014

Perché non si può criticare, adesso, La grande bellezza

Sostanzialmente perché è troppo tardi.
Sai cosa, il fatto che la critica italiana parli più adesso di Sorrentino&Co, ora che scorrazza per l’ammerica, e non quando il film è uscito, significherà pur qualcosa.
Da quando La grande bellezza è nella candidatura per la cinquina all’Oscar per il miglior film straniero saranno usciti altri settordici recensioni. Siamo onesti, il fatto che dopo otto mesi (oh, otto mesi), la critica italiana riprenda a discutere se è un film che si meriti l’Oscar o no, anzi, peggio, non ha ancora deciso se sia bello o brutto. Il fatto che il 14 gennaio mi fai un pezzo (prendo questo che è l’ultimo arrivato) che dice sostanzialmente: “Ah sì, ma comunque Sorrentino non è all’altezza di Fellini”, vuol dire che non c’è interesse nel film in sé, ma in qualcos’altro.
La critica italiana dovrebbe spiegarmi perché Sorrentino piace agli americani, perché potrebbe vincere l’Oscar, e non farmi una pippa fuori luogo su quanto ammicca o non ammicca allo spettatore. E’ sgamato, è snobismo superficiale, per di più a scoppio ritardato. E poi ci fai una brutta figura: io posso interessarmi a un film se l’amico mio ci va e me lo consiglia, ma un apparato critico non può “svegliarsi” quando a interessarsi a un film sono gli stranieri, e ancora stai a bocciare il film quando hai avuto tutta l’estate e l’autunno per farlo. E’ il sintomo di una grossa debolezza, se non di un complesso di inferiorità.
[Ovvio che poi Servillo ti risponde così. Sarà stato pure tamarro, ma a ragione]

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