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16 Gennaio Gen 2014 1528 16 gennaio 2014

Coglioni forse, giovani e meno giovani

Un’ipotesi etimologica relativa alla parola “coglione” la farebbe risalire al greco κολεός, koleós , “sacchetto”, “involucro”, “guscio”.
“Coglioni” sarebbero quindi, con buona ragione, tutti quei giovani che svolgono un lavoro creativo e che, ricattati con uno stage e con la promessa della “visibilità”, non vengono pagati, pur impegnandosi senza orari, spesso anche il sabato e la domenica. “Coglioni”, perché il loro portafoglio, alla fine dello stage o dell’ “esperienza”, sarà un guscio ancora più vuoto che all’ inizio, se i genitori non avranno provveduto con un aiutino.
“CoglioneNo” è una bella iniziativa promossa da Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan, tre giovani videomaker, componenti del collettivo Zero, che, con tre film molto divertenti che stanno facendo il giro del web, hanno preso di mira il vizio (molto italico) della mancanza di rispetto (e di remunerazione) per il lavoro creativo. Guardateli, se non li avete già visti.
E dopo averli visti chiedetevi A) se è passato più di un mese da quando avete sentito la frase “Per questo progetto non c’è budget” (anche se lavorate da anni), B) se qualcuno oserebbe dire la stessa cosa a un vero antennista, a un vero giardiniere, a un vero idraulico, protagonisti dei tre film (e se l’ha fatto, se riesce ancora a raccontarlo dopo essersi preso in testa una chiave inglese numero 24).
Tanto dicono già i tre brevi film, tantissimo è stato detto nei commenti immediatamente successivi, che sembrerebbe non esserci spazio per ragionamenti ulteriori. O forse no. Il discorso di Zero (nomen omen) si può certamente allargare in Italia a tutto il lavoro intellettuale, giovane e meno giovane: spesso mal impiegato, sempre mal pagato. Perché? Proverò a cercare delle spiegazioni.
Una la identifico nel forte... Continua a Leggere
Autore: Enrico Chiarugi di Wrong Advertising per Linkiesta
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