Talentosprecato
NewsBandite
16 Gennaio Gen 2014 1402 16 gennaio 2014

Quel buco nero non ha le porte

Ti ho vista ieri su whatsApp. Pochi secondi prima che togliessi la foto-la tua-per sostituirla con l'altra, la solita, quella di Porta Napoli. Chissà cosa significa per te quella porta. La nostra tana non ne ha. È un buco nelle mura, nel nero. Fuori c'è il sole. Tu sei ancora dentro. Pochi pixel perché credessi di essere migliore di te,"perché io sono fuori di lì"-mi son detta. 

Ho capito come ci si sente fuori dall'acquario. Un pesce-tu-io una che passava per caso e si è fermata, occhi sbarrati, ad osservarti oltre il vetro. Lo so: non potevo far nulla, io. Eri sbiadita e sottile, scavata, ossuta. Ti ho cercata negli occhi per trovarti. "Chissà che è rimasto di te"- PREGIUDIZIO-Mi spiazza, perché dovrei saperlo come si sta, come ci si sente davvero. Perfettamente in forma, forza, movimento, performanti. Ci si illude.

Forse anch'io mi sono illusa, sai? Mentre tornavo a casa con il telefono ancora in mano non riuscivo a smettere di pensarci. Non è forse il mionuovo disordine un sintomo? Come l'altro, quello che abbiamo condiviso in silenzio, insieme. Che strano, ci eravamo capite subito, senza parole, da subito. Sono passati tanti anni, "sorellina". Ho ancora la tua lettera, mi capita di rileggerla. Quella nella quale mi raccontavi tutto. Scusa se te ne parlo qui. Non capiranno, stai tranquilla. Scusa se non ti ho chiamata, ieri. So che vuoi stare ancora un po' con quel nero dentro, nel tuo rifugio. Il mio non è poi tanto meglio. Ci ritroveremo quando saremo ALTROVE.Ricordati: quel buco nero non ha le porte. Non è impossibile...

A presto.

La tua "sorellina"

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