Sic et simpliciter
17 Gennaio Gen 2014 1102 17 gennaio 2014

Dal Palazzo: il meglio del peggio

di @fra_siciliano

NOMEN OMEN. Il renziano Faraone, indagato in Sicilia per le spese pazze, se la ride: «Mi vogliono mummia, dimenticano che sono Faraone».

VORREI LA PELLE NERA. «I neri sono molto più fortunati di noi: non si devono truccare» ironizza (ma neanche troppo) la forzista Jole Santelli riferendosi alla Kyenge.

CHI TOCCA LA PADANIA MUORE. «Non toccate la Padania o scateniamo l'inferno» sbraita  il senatore leghista Jonny Crosio in Aula, sventolando il (noto?) quotidiano del Carroccio.

NEOLOGISMI. Il capogruppo leghista di Palazzo Madama, Massimo Bitonci, sulla stessa scia della Santelli attacca il ministro per l'Integrazione: Lei ministro Kyenge vuole favorire la negritudine.

DIARIO DI UNA SCHIAPPA. Il segretario Renzi lancia l'ennesimo j'accuse al governo e alla classe dirigente del Paese che «assomiglia molto a Paperoga: dove tocca, sbaglia».

SILVIO THE BEST (BETTER THAN ALL THE REST). Alessandra Mussolini rivolgendosi al giornalista inglese (reo di attaccare il Cavaliere): «Where do you from?». «England» risponde lui.  «Allora pensate avvui! Berlusconi is forever!» conclude lei.

SEMEL DIE LICET INSANIRE. «Ma perché Renzi deve sparare una cazzata al giorno?» si chiede il sobrio e pacato eurodeputato leghista Mario Borghezio.

UMILIATI E OFFESI. «Silvio non ci umili scegliendo un giornalista!» sbotta il forzista Fitto in riferimento alla nomina di Toti coordinatore del partito. 

ECCE HOMO. «I Marò? C’è solo un uomo che può riportarli a casa. E quell'uomo si chiama Silvio Berlusconi» sostiene Michaela Biancofiore.

REO SILVIO. Cuffaro, intervistato dal Corriere della Sera dispensa consigli: «Io stimo Berlusconi, ma ora vada in carcere». 

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