Emanuele Rigitano
Ego politico
20 Gennaio Gen 2014 2013 20 gennaio 2014

Italicum, ovvero come peggiorare il porcellum

L'accordo per la riforma elettorale di Renzi è un successo e al contempo un fallimento. È sicuramente un successo perché il sindaco di Firenze fa vedere che ha la situazione in mano, che è deciso a fare quel che tutti a parole dicevano, perché pur di cambiare la legge elettorale è disposto a far l'accordo col "diavolo" portandolo in Sacrestia (concedetemi la battuta). Ora ci dicono che sono a un passo dall'eliminazione del famigerato e incostituzionale porcellum. Si inseriscono liste corte bloccate ma chi è eletto si decide a livello nazionale e non locale.

È un fallimento dal punto di vista democratico, che per il segretario di un partito che si definisce Democratico la dice lunga. Un sincero democratico sa bene che un problema serio è il pluralismo per un dibattito sui temi su cui decidere tentando un compromesso. Ci avevano spiegato che la legge elettorale si era disposti a modifiche includendo quante più forze possibili. Poi però nella direzione nazionale del Pd di ieri Renzi dice che non si possono fare modifiche, altrimenti salta l'accordo. L'accordo con Berlusconi, quello che fino a poco tempo fa per il sindaco fiorentino era un uomo da pensionare, soprattutto una volta condannato in via definitiva. Quante forze politiche possono essere disponibili a votare qualcosa su cui non possono mettere voce e che tenta di farle fuori?

L'accordo prevede un premio di maggioranza certo, che è diretto se si raggiunge il 35 per cento, indiretto (ballottaggio) se si sta sotto, con un premio che porta al 53-55 per cento dei seggi. Un sincero democratico sa bene, oltre che l'unico paese europeo con premio di maggioranza è la Grecia (e ho detto tutto), che nel momento in cui hai la certezza matematica di una maggioranza per governare bisogna permettere una buona rappresentanza delle opposizioni. Perché la legge che tutti definivano "spagnola", che tale non è mai stata, che lo stesso Renzi ha ormai appellato come Italicum, invece favorisce leggermente l'aggregazione in coalizione che non presentarsi da solo. Un considerevole sbarramento del 5 per cento che attualmente garantirebbe la presenza in parlamento a sole tre forze politiche. Chi invece sta fuori dai potenziali poli di governo deve addirittura superare l'otto per cento (significa che se vuoi stare all'opposizione da solo devi puntare a stare sopra il 10 per non rischiare di non avere rappresentanti. Eppure Renzi si lamentava dei ricatti dei "partitini", quelli di governo, non quelli di opposizione che non possono creare problemi di governabilità. Una simile legge elettorale, va detto, ci avvicina più alla Russia di Putin e alla Turchia di Erdogan che non all'Europa democratica. Per fare qualsiasi legge pur di abolire il porcellum si rischia di fare di peggio, nonostante ci dicano che la Corte Costituzionale abbia comunque confezionato una legge elettorale alternativa (proporzionale con sbarramento al 4 per cento e preferenze), quindi venendo meno l'emergenza costituzionale.

Insensata poi la scelta del premio di maggioranza..se decidi per il doppio turno perché non inserisci solo quello invece di rendere più complicata e assurda la formula?

Quale è la verità?
Ancora una volta la legge elettorale la si fa a seconda degli interessi di bottega? Renzi vuole una maggioranza in Parlamento pur non avendola alle urne? Parte del Pd vuole il doppio turno anche perché si sente favorito da simile opzione. Berlusconi vuole un turno unico e evitare che Lega Nord e Nuovo Centrodestra si presentino da soli. Tutti e due vogliono far fuori i partiti medio-piccoli con alti sbarramenti. Rimarrebbe da far fuori il Movimento 5 Stelle su cui poi concentrarsi tutto il tempo? Non so se questo si può chiamare democrazia. Se l'obiettivo è fare il bipartitismo abbiano il coraggio allora di fare il sistema uninominale anglosassone (che non amo particolarmente) almeno è chiaro e ha senso. Senso democratico.

P.s.: il problema delle preferenze non esiste. Anzi le preferenze mettono in competizione candidati della stessa lista, con spese enormi delle campagne elettorali che portano molti a compromessi con lobby e organizzazioni criminali. Purtroppo il vero problema è che diamo per scontato che certe cose debbano andare come vanno, come se la politica se non è sporca allora non è.

Leggi pure: Il terremoto di Renzi e il rischio delle macerie

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