Alessandro Da Rold
Portineria Milano
21 Gennaio Gen 2014 1843 21 gennaio 2014

Milano, botte da orbi a sinistra, dopo il no alla Triennale a Boeri restano le Europee

Volano stracci e coltelli nei salotti di Milano. La mancata nomina del "renziano" Stefano Boeri nel consiglio di amministrazione della Triennale potrebbe avere ricadute in vista della possibile ricandidatura di Giuliano Pisapia a sindaco nel 2016. E in generale sui già deboli equilibri della sinistra meneghina. La cosiddetta Milano “bene” è in fermento, perché i pochi poteri forti rimasti sotto al Duomo non hanno gradito l'ennesimo siluramento dell'architetto, già fatto fuori dall'assessorato alla Cultura. Del resto, sulla nomina di Boeri nel museo che si affaccia sul parco Sempione, si era spesa persino Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, amica di Giulia Maria Crespi, ex editore del Corriere della Sera, sostenitrice a tutto campo di Boeri. Ma il primo cittadino arancione non ha cambiato idea e alla fine la sua decisione ha pesato. Così il ministro Massimo Bray alla fine ha scelto il rettore del Politecnico Giovanni Azzone che sostituirà così Claudio De Albertis. Uno smacco, verrebbe da dire, perché Boeri ha dato molto in questi anni alla Triennale e avrebbe potuto traghettarla fino all'Expo 2015. La storia politica dell'architetto continua a non decollare. Ha perso le primarie contro Pisapia nel 2010, ma ha permesso al Partito Democratico di vincere alle comunali; è stato licenziato dall’assessorato, non è stato preso in considerazione per la presidenza di regione Lombardia e ora si trova fuori dai giochi sulla Triennale. Le cose potrebbero migliorare nei prossimi mesi, dato che potrebbe essere lui, forte del buon risultato alle ultime comunali (12 mila preferenze ndr), il capolista del Pd a trazione Matteo Renzi a Milano alle prossime elezioni europee del 24 e 25 maggio. E forse anche i suoi detrattori saranno contenti di vederlo a Strasburgo...


Boeri e Pisapia
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