Costanza Romagnoli
Diario lirico viennese
24 Gennaio Gen 2014 1532 24 gennaio 2014

Chanticleer

Sono a casa ed è tardo pomeriggio.

Non vi ho ancora parlato del terzo concerto che sono andata ad ascoltare.

Tutto è cominciato due mesi fa quando la mia amica Julie ci ha proposto un abbonamento al Musikverein fino a giugno.

Un concerto al mese, in tutto quindi sei concerti per meno di 80 euro; ho accettato.

Il primo è stato domenica scorsa, siamo andati a sentire Chanticleer.

Chanticleer è un ensemble vocale statunitense di San Francisco che esegue musiche rinascimentali, ma anche jazz e gospel tanto da aver ottenuto l’appellativo di orchestra di voci.

Il gruppo nacque a San Francisco nel 1978 e fu costituito dal tenore Louis Botto che fece parte dell’ensemble fino al 1989 e ne fu anche il direttore artistico fino al 1997.

Attualmente, e quindi il gruppo che si è esibito a Vienna, è composto da  due bassi, un baritono, tre tenori, tre controtenori e tre sopranisti.

Nel 2000 Chantecleer ha vinto un Grammy Award come miglior piccolo ensemble per il CD Colors of Love.

Nel 2007 ha realizzato “And On Earth, Peace: A Chanticleer Mass”: una nuova messa scritta da cinque compositori contemporanei. La prima è stata eseguita al Metropolitan Museum of Art di New York e il New York Times ha recensito lo spettacolo.

La particolarità di questo ensemble è che esegue tutte le musiche a cappella, non sono accompagnati da nessuno strumento. Armonizzano solo con le loro voci.

I dodici membri abbracciano una gamma molto vasta di note che va appunto dalla tonalità del basso a quella del soprano.

Appena hanno cominciato a cantare si è sentito subito il membro con la voce più acuta e se da un lato mi affascinava per come riusciva a cantare in falsetto e per come raggiungeva quelle note così acute pur essendo un uomo, dall’altro non l’ho apprezzato come avrei dovuto, forse per il fatto che sono un’amante della voce maschile profonda e scura.

Le musiche che hanno cantato partono dall’anno 1100 per arrivare fino ai giorn nostri. Tra i compositori più famosi che hanno presentato posso elencarvi: Monteverdi, Brahms, Ravel, Barber e Whitacre.

La parte più divertente è stata quella dopo l’intervallo; dove hanno cantato gospel e black songs.

Molto bravi, le voci si intrecciavano e si fondevano perfettamente tra di loro.

Pima di ogni nuovo pezzo i cantanti si scambiavano di posizione rispetto al pezzo precedente, questo ovviamente perché, dovendo armonizzare ogni volta differentemente, raggiungevano la posizione ideale per produrre il suono desiderato. Spesso capitava che uno di loro, a turno, avesse degli assoli; egli aveva sempre la posizione più centrale del gruppo.

Ecco un esempio:


ensemble chanticleer

Altra raffinatezza che ho notato è che per non stonare il tono iniziale, non potendosi aiutare con strumenti, lo ricavavano dal diapason. Questo era il compito di soli due membri dell’ensemble, almeno, io ne ho visti solo due.

Bravi, molto musicali, divertenti, diversi dal solito, forse un po’ kitsch, ma penso che qualche volta il kitsch faccia bene.

Sorpresa!

Quando siamo andati a ritirare i cappotti abbiamo ritrovato gli artisti nel foyer, ho avvicinato uno di loro che avevo notato durante lo spettacolo e gli ho detto:” thank you so much for the nice evening, i’ve loved your voice!” ha risposto con un gran sorriso “Me too”.    

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