Gianluca Melillo
ItaliAmo
28 Gennaio Gen 2014 1033 28 gennaio 2014

Ecco perché il #sesso (a pagamento) ci salverà dalla crisi

Secondo il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, in Italia sono oltre 9 milioni i clienti delle prostitute (che sono stimate in 70 mila, di cui più della metà straniere) con un giro d'affari di 90 milioni di euro al mese. Stimato (molto) al ribasso.

Facendo un rapido conto della serva, se moltiplicassimo i 90 milioni per 12 mesi arriveremmo ad oltre 1 miliardo di euro l’anno. E se, sempre a spanne ovviamente, tassassimo al 22% questo miliardino giungeremmo a 200.000.000 (200 milioni) di ulteriore gettito fiscale annuo.

E questo solo considerando il costo della prestazione, senza aggiungere invece le tasse sugli immobili adibiti ad uso professionale, i costi per la sanità obbligatoria per le professioniste, oltre che un’assicurazione (sempre vincolante) visto l’altro rischio a cui son sottoposte sia le “sex workers” sia i clienti...

A queste andrebbe poi sommato, ovviamente il guadagno (anche sociale) derivante dal mancato introito della criminalità organizzata che gestisce la prostituzione, adeguati controlli sull'induzione alla prostituzione affinchè solo chi liberamente volesse esercitare sarebbe libera di farlo, punendo severamente chi sfrutta le sofferenze, inoltre i risparmi sui costi dello Stato in termini di vigilanza, oltre ad un enorme abbattimento del sommerso. E, last but not least, un enorme guadagno in termine di decoro urbano per moltissimi quartieri delle nostre città.

Per cui, senza voler togliere il lavoro ad alcun economista, credo che le entrate per le magre casse statele supererebbero di gran lunga il miliardo di euro l’anno.

Et voilà ecco una vera, concreta, ed immediata risposta al dove reperire i soldi che mancano nei bilanci pubblici. Senza abbassare stipendi (leggi Electrolux) o tagliare i servizi.

Insomma il sesso (a pagamento) potrebbe salvarci dalla crisi. Sempre riuscissimo a superare quell’ipocrita buonismo che tanti danni ha fatto, e continua imperterrito a fare, all’Italia.

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