Alessandro Da Rold
Portineria Milano
29 Gennaio Gen 2014 2049 29 gennaio 2014

«Maroni ci prende in giro su Stamina in Lombardia»

Appena «tre giorni» per capire i motivi dell'accordo tra gli Spedali Civili di Brescia e la Fondazione Stamina Onlun per sperimentare la cura di Davide Vannoni in un ospedale pubblico. È quanto denunciano i consiglieri del Partito Democratico in Lombardia. «Una presa in giro» aggiungono, dopo aver aspettato che la regione governata da Roberto Maroni spiegasse cosa è veramente successo tra il 2011 e il 2012, soprattutto quanto l'amministrazione regionale all'epoca targata Roberto Formigoni abbia contribuito a portare in un ospedale pubblico un metodo ora sotto inchiesta della magistratura. Linkiesta ha pubblicato nelle scorse settimane il documento di ispezione ministeriale del 2012 dove si possono vedere e leggere tutti i passaggi di questa «operazione» che potrebbe travolgere l'ultima amministrazione Formigoni: ennesimo scandalo nella sanità per una regione già travolta dalle indagini sul caso della Fondazione Maugeri e San Raffaele. 

Maroni ha fatto sapere di aver chiuso l'indagine interna e che ne parlerà giovedì 30 gennaio con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: il ministro nel suo giro negli ospedali lombardi non sarà in quello di Brescia, pare, proprio per evitare contestazioni o tensioni. Così, al momento, tace alla nuova sede di regione Lombardia. E il Pd, che in queste settimane ha fatto battaglia per avere chiarezza, non va tanto per il sottile. «Non prendiamoci in giro» spiegano in coro «l’azione ispettiva degli assessori regionali su Stamina è stata conclusa in non più di tre giorni. Tempi strettissimi anche per una memoria difensiva - di più non può essere - dell’amministrazione regionale. Abbiamo chiesto l’indagine conoscitiva perché vogliamo sentire la testimonianza e le considerazioni dei vertici e del personale medico degli Spedali Civili, dei vertici dell’assessorato alla Sanità, dei saggi nominati da Maroni per la riforma della sanità, a partire da Umberto Veronesi e Giuseppe Remuzzi, dei responsabili dei tre laboratori lombardi certificati a livello internazionale per la manipolazione delle cellule staminali e anche del vicepresidente di Fondazione Stamina Marino Andolina, autore di dichiarazioni inquietanti rispetto al coinvolgimento di Regione Lombardia». La prossima settimana inizierà quindi l'indagine ispettiva. A parlare saranno tutti i dirigenti coinvolti. 

Nel frattempo durante l'audizione in commissione sanità, il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno, ha spiegato che «sono in corso accertamenti amministrativi che potrebbero evolvere in atti di polizia giudiziaria su altri casi di infusioni di cellule staminali al di fuori delle regole con gravi rischi per la salute. Potremmo avere a breve casi di Stamina 2, 3 o 4». Piccinno ha denunciato: «In sede di approvazione del decreto Balduzzi sono circolati messaggi di propaganda e minacce verso coloro che avrebbero potuto votare contro gli emendamenti finalizzati alla prosecuzione dei trattamenti con metodo Stamina». Il comandante dei Nas ha specificato: «Da rappresentanti del "Movimento vite sospese, che fa capo a Stamina, sono giunti messaggi di minaccia via e-mail ai deputati. La deputata Silvia Giordano riceve e-mail di minaccia di cittadini pro-Stamina». Questo, ha affermato il comandante dei Nas, «è stato segnalato all'autorità giudiziaria". Lo stesso ministro Lorenzin si è detta "oreoccupata da casi simili. Guardo con viva attenzione e preoccupazione a quanto sta emergendo a Torino e dall'indagine conoscitiva" su Stamina. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, secondo la quale "casi simili a Stamina possono nascere ogni giorno" e quindi "dobbiamo costruire dei sistemi di difesa del servizio sanitario nazionale».

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