Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
3 Febbraio Feb 2014 1606 03 febbraio 2014

A Daria, dalle domande talvolta incivili

«L'Italia è diventata un coacervo di inciviltà», chiosa Ernesto Galli Della Loggia sul "Corriere" odierno. E per dimostrarlo racconta di ciò che chiunque di noi abbia consuetudine con i giovani sa: usano il turpiloquio abitualmente, ragazze incluse.

È tutto vero: all'uscita dalle medie si sentono volgarità indistinguibili da quelle degli angiporti. Volgarità irriferibili da molti, tra cui Laura, presidente della Camera, terza carica dello Stato, cui sono state direttamente rivolte in qualche luogo mediatico grillino che non ho né tempo né voglia di indagare. Perché non è certo nell'aderenza narratologica a questi insulsissimi fatti che sta qui la riflessione da svolgere.

Mi colpisce che a rilevare la volgarità delle parole siano sempre persone che non ho mai visto altrettanto allarmate dalla volgarità dell'altrui indigenza, dell'altrui fame. Se la volgarità è assenza di buongusto, certi stipendi, certe pensioni, sono oltremodo, sono impareggiabilmente volgari. 

Anche godere di dieci, cento, mille volte quanto servirebbe ad altri per vivere ha un che di insolente, ma è un'insolenza che nessuno rileva.

Non ho nemmeno né tempo né voglia di indagare gli agi economici degli attuali additatori di barbarie: Augias, Bignardi, Fazio, Napolitano, Boldrini e via personalità elencando.

Ma li suppongo esistenti.

Sul caso Bignardi vorrei dire che effettivamente chiedere a Di Battista delle idee politiche paterne non aveva proprio senso alcuno, se non spostare la valutazione di una persona da ciò che fa e che dice, che è come si dovrebbe, a ciò che è, che è come non si dovrebbe, che è come fanno i razzisti.  Meglio dire "razzisti" che "fascisti", perché, come è giusto ricordare, per quasi un ventennio il fascismo con il razzismo non ebbe nulla a che vedere.

Io lo so che Daria non è razzista, ma la inviterei a riflettere sulla brutalità della sua domanda, che mirava a screditare il suo interlocutore esclusivamente su base biologica, genetica. Inconsapevolmente, lo so, ma è così.

All'obiezione che alludesse non a questo ma all'educazione da Alessandro ricevuta obietterei che fino a lì il deputato grillino non aveva detto proprio nulla che lo lasciasse intendere. Ma proprio nulla.

A presto. 

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