Controriforma
4 Febbraio Feb 2014 1208 04 febbraio 2014

Altro che Etihad: l’unico modo per salvare Alitalia è nazionalizzarla

La trattiva Alitalia/Etihad sembra in dirittura d’arrivo ma c’è da chiedersi se tanta fretta non sia l’ennesima soluzione di emergenza di un problema chiarissimo da tanto tempo a chi ha realmente a cuore l’interesse di lungo periodo del paese.
Per la sua posizione geografica, per la sua bellezza, per la ricchezza - unica al mondo - dei suoi giacimenti archeologici e culturali e last but not least per la sua forza e inventiva industriale, il paese ha urgente bisogno di una compagnia di bandiera degna di questo nome che aiuti, inter alia, a convogliare turisti da tutto il mondo e a facilitare gli spostamenti internazionali e intercontinentali dei nostri operatori economici oggi costretti a recarsi a Parigi, Londra o Francoforte per raggiungere i loro clienti d’oltremare.

Non abbiamo certamente bisogno di un’Alitalia ridotta a semplice feeder delle grandi compagnie estere e se il capitale privato non è in grado di risolvere questo problema se ne faccia carico lo Stato nazionalizzando l’Alitalia con un aumento di capitale di 1,5/2 miliardi di euro e dotandola di organi sociali snelli e competenti, capaci quindi di resistere alle vetero quanto ineluttabili pressioni della politica e dei sindacati: i tempi sono maturi per provare a voltar pagina in maniera poco ortodossa.

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