Young & Furious
4 Febbraio Feb 2014 1832 04 febbraio 2014

Giornalisti o giornalai…è la rete a decidere.

In rete e specialmente su twitter il dibattito politico-culturale ribolle come magma in un vulcano.

I principali attori di questo “movimento tettonico” sono i giornalisti che, a ritmi da cardiopalma, inondano la rete con pensieri, parole opere o opinioni; queste, fluttuando nell’etere, rimbalzano come palline da ping pong sulle timeline e sulle bacheche di utenti che ne condividono o meno i contenuti, dando vita ad un fiume di commenti a tratti impossibile da seguire.

Gli assidui frequentatori della rete sapranno che, da un po’ di tempo a questa parte, i giornalisti vengono definiti brutalmente dai loro detrattori giornalai.

Non nascondo di provare un certo fastidio nello scrivere questa parola; ognuno ha il diritto di scrivere un po’ quello che vuole, ma le leggi del web 2.0 sono severe ed è difficile scamparvi.

Immedesimandosi in un utente medio che frequenta la rete si può provare a capire cosa spinge queste persone ad utilizzare epiteti così spoetizzanti.

Ho concentrato la mia attenzione sul flusso di tweet e post di un famoso giornalista del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, passato alle cronache per le sue forti prese di posizione verso ogni forma di potere costituito, ineggiato dalla base, anzi, dalla “ggente” che vede in lui una sorta di paladino.

Leggendo gli articoli del prode Andrea mi sono imbattuto in una sorta di magazzino di appellativi, icastici, arguti, demonizzanti ma, ahimè, mai positivi, verrebbe da chiedersi: “possibile che il ruolo di un giornalista sia quello di dare appellativi? non dovrebbe riportare i fatti, analizzare lucidamente gli eventi traendone, appunto, informazione? “ evidentemente no.

Pare che la gente si galvanizzi a ritmo di frasi come “sei un peppo pig”, si emozioni per definizioni show tipo “una delle più grandi sfollatrici di consenso mai viste nel centrocentrocentrosinistra italiano” o ancora si senta rappresentata dalle mirabolanti definizioni delle cariche dello stato: “La parzialità, la faziosità, la retorica e l'arroganza della Preside Super Vicky Boldrini” un po’ per sedare il sentimento di rabbia verso quello o quell’altro con una grossa risata.


Tweet - Scanzi

Credevo che questo fosse compito dei comici, degli istrioni, di tutte quelle persone che fanno della satira un’arte nobile. evidentemente sbagliavo.

Le conclusioni sono spontanee, i giornalai non sono un’invenzione, o il frutto dell’intolleranza di qualche utente, esistono davvero.

La rete li stana con accuratezza, seleziona bene il contenuto di ciò che scrivono, pensano e tweettano tenendo ben presente quale sia la differenza tra loro e i giornalisti.

Sorgerebbe spontaneo pensare…cui prodest? Ma sarebbe una semplice domanda retorica.

Francesco Coviello

Twitter: @francescocov

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