E ora qualcosa di completamente diverso
10 Febbraio Feb 2014 1309 10 febbraio 2014

E ora un referendum per avere più sicurezza nei Paradisi Bancari!

Dopo anni di finti ammiccamenti, di discussioni sterili, di vacue promesse, di slanci idealistici fini a se stessi, finalmente un Paese si è fatto avanti urlando la sua volontà di isolamento.
Gli svizzeri, un popolo affascinante per quanto descritto in maniera sprezzante da Orson Welles, hanno votato per imporre delle limitazioni all'ingresso di stranieri nel loro territorio. E io gli svizzeri non posso non prenderli seriamente!

In Europa, come nel mondo, vi è un'onda anti-immigrazione che vuole limitare le libertà di movimento delle persone fra paesi. Ovviamente, la restrizione alla libertà non riguarderà mai tutte le persone: la maggioranza sì, quella fatta dalle persone modeste.

Come in UE, dove recentemente è stata approvata la possibilità di comprarsi il passaporto Maltese per poco più di 1 milione di Euro. Un investimento modesto, in fondo, se paragonato ai vantaggi di poter circolare dovunque sul territorio dell'Unione.

Un investimento non per tutti, però, lontano 100 e più volte dalle possibilità economiche di quelli che attraversano in barca il Mediterraneo spendendo una cifra totale fra i 5000 e i 10000 dollari.

Ma, dicevo, se dobbiamo imporre limitazioni alle persone, che lo si faccia! E che sia inteso seriamente.

Se la Svizzera non vuole i miei concittadini europei e le loro opere nel proprio territorio, allora anch'io scelgo di non volere i prodotti svizzeri sul mio (per quanto riguarda gli elvetici, non ho e non avrò mai nulla contro di loro, nonostante i danni che hanno prodotto nel mondo attraverso decenni di segreti bancari che hanno facilitato la vita a mafiosi, narcotrafficanti, capitalisti spietati, ecc…).

Troppe volte la libertà di movimenti di persone, merci, idee e capitali è stata intesa come libertà illimitata di capitali, di quasi tutte le merci, delle idee purché protette dal copyright e di alcune persone. La crisi si supera anche con la serietà: e allora prendiamo veramento tutto seriamente.

La Svizzera produce circa 1/3 del suo PIL dai rapporti con l'Unione: se non ci vogliono, allora non diamo loro i nostri prodotti né noi compriamo i loro servizi. Mi pare equo.

Quindi basta prodotti NESTLE' (e quindi Granarolo, Perugina e Buitoni); basta metalli GLENCORE (ma qui è più difficile…); basta bagni firmati GHEBERIT; basta farmaci della NOVARTIS o ROCHE (settore delicato, pure questo). Basta cioccolata MILKA (svizzera, ma con passaporto americano) o LINDT.

Mai più TOBLERONE!

Ma soprattutto, se vogliamo far ravvedere gli amici elvetici, controlli fiscali durissimi presso gli operatori europei con sede a Ginevra o a Zurigo.

Senza i soldi nelle loro banche, cosa farebbero i bravi, educati e intelligenti svizzeri?

Inoltre, se il foresto infastidisce il pruriginoso elvetico, facciamo in modo di allontanare da loro ogni istituzione europea, così da rendere la loro vita più piacevole.

Chiudiamo, quindi, le sedi Svizzere di:

E le molte altre presenti nel loro territorio. Poi vediamo come reagiscono.

D'altronde, cosa aspettarsi dal popolo che ha dato i natali a Jean-Jacques Rousseau e al suo Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini e a Calvino e alle sue visioni religiose.

Probabilmente, la lettura superficiale del primo testo ha reso chiaro agli Svizzeri che al giorno d'oggi non c'è alcuna uguaglianza su cui basare la propria apertura agli alti: abbiamo troppi bisogni per condividere le nostre ricchezze con gli altri. Il secondo testo ha dato al popolo elvetico la forza di essere, una volta di più, dogmatici.

Parafrasando l'odio per gli indifferenti di Gramsci, a volte la neutralità fa più danni dell'attività.

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