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Behind reputation
13 Febbraio Feb 2014 0858 13 febbraio 2014

La nuova comunicazione della Regione Toscana, tra cerone e Photoshop

La nuova campagna pubblicitaria della Regione Toscana è orrenda.

Parafrasare Dante e la Divina Commedia è un’idea frusta e banale.

Esaurito in due righe il compito di esprimere un giudizio qualitativo – e quindi anche soggettivo – su una comunicazione che personalmente giudico più che infelice (ma la campagna è stata criticata anche da Enrico Rossi, Presidente della Giunta Regionale), vorrei spostare l’attenzione su ciò che questo episodio ci racconta, al di là di Photoshop e delle immagini falsificate.

Il racconto che ne viene fuori ha come tema la superficialità trogloditica con cui la politica tratta la pubblicità e la comunicazione in genere. La campagna della Regione Toscana, in cui sembra a volte di essere in Norvegia o ad Acapulco, nasconde dietro di sé un modello culturale che sembra ben radicato nella mente dei nostri politici (e non solo): il fatto che raccontare semplicemente (e magari bene) la realtà sia inaccettabile e che questa vada sempre presentata sotto qualche artificio retorico, come quello dell’iperbole, di cui noi Italiani siamo maestri insuperati. Questo perché noi “consumatori” di prodotti e di messaggi siamo visti come dei bambini cui non si può parlare normalmente, ma che vanno un po’ blanditi, un po’ ingannati. Ritorniamo di conseguenza sempre lì, alla pubblicità come opera dei “Persuasori occulti” (Vance Packard, 1957): un’arma potentissima capace di vendere qualsiasi cosa, purché non dica mai la verità.

Se la campagna della Regione Toscana ha quindi più cerone e capelli finti di un anziano ottantenne è perché il suo obiettivo è quello di creare un’iperbole, “spararla grossa”; superare il brusio alzando la voce e puntare sull’immagine a scapito del contenuto.

Si potrebbe obiettare che... CONTINUA A LEGGERE SU Behind Reputation

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