Pierluigi Argoneto
Le Argonautiche
13 Febbraio Feb 2014 1434 13 febbraio 2014

Storia del bacio, dai primati a Spiderman. Passando per Magritte e Breznev

Forse non è un caso che il primo bacio nella storia del cinema sia stato opera di Thomas Edison, responsabile di alcune delle più significanti innovazioni tecnologiche della modernità. L’attrice coinvolta era una tale May Irwin e, a rivedere il filmato, appare sempre più chiaro come questo esperimento cinematografico sia meritevole di passare alla storia più che per il bacio in sé, per il coraggio dell’attore nel baciare quell’attrice. Atto eroico che è lecito supporre abbia ispirato Magritte per “Gli Amanti”, con i due che si baciano ma con un rassicurante lenzuolo sulla testa.

La storia dei baci parte però da molto più lontano, dalla pratica di alcuni primati di masticare il cibo e poi nutrire bocca a bocca i loro piccoli. La pressione delle labbra sulle labbra sarebbe stato poi anche un primo rudimentale meccanismo psicologico per placare le richieste dei piccoli affamati nei periodi di scarsità di cibo e, solo passando evolutivamente agli esseri umani, tale gesto è divenuto metodo efficace per evitare i vaniloqui del proprio partner, buttandola elegantemente sul sentimentale.

Nel 1936 addirittura, un tale Hugh Morris pensò bene di realizzare un manuale illustrato sull’arte del bacio in cui si propone di istruire i ragazzi attraverso le tecniche, i trucchi e “i metodi approvati”, per baciare una ragazza. Seconda solo alla descrizione degli animali fantastici di Borges, è la classificazione che l’autore fa delle tipologie di bacio: da quello “spirituale”, a quello col “morsetto”, antesignano di un ben più concreto Hannibal Lecter, e via discorrendo fino al “bacio da paura”, non è ben spiegato se effetto o causa dello stesso, sino ad arrivare a quello “pneumatico” che prevede una pratica abbastanza articolata in cui si cerca, aspirando veemente, di creare il vuoto nel cavo orale del proprio partner. Quando si dice un bacio da far girare la testa.

Nello stesso testo sono poi descritte delle vere e proprie tecniche di circonlocuzione psicologica con cui costringere elegantemente una ragazza ad essere baciata, ad esempio farla sedere vicino al bracciolo del divano per evitare che si possa spostare. Evidentemente la pratica della consezienza è un optional di stampo prettamente moderno e femminista. Per complicare ancora di più le cose, nello stesso testo, viene anche descritta la necessità di calibrare il proprio bacio in base alla forma delle labbra della ragazza. Insomma, dare un bacio negli anni trenta sembrava essere un’impresa titanica rispetto alla quale l’attuale scanzonato approdo su Youporn appare a tutti gli effetti una scelta di sopravvivenza, più che di perversione.

Sempre in tema di baci, da far impallidire "Le basier de l'Hotel de Ville" di Doisneau e perfino la fotografia del bacio a Times Square tra il giovane marinaio la ragazza vestita da infermiera di Eisenstaedt è il bacio tra Lady Gaga e Marge Simpson, entrambe in cucina, davanti a un dolcetto e una tazza di latte. Galeotto fu dunque il dolcetto, che però non era una madeleine proustiana, sebbene lo stesso Marcel nelle prime pagine del suo capolavoro riferisce di come fece carte false per avere dalla madre il bacio della buona notte, a differenza del Cristo che avrebbe volentieri evitato di essere baciato da Giuda, ma non di baciare in diretta TV lo stesso Lucifero, pur di mantenere la sua fama di misericordioso, almeno secondo la “Parabola” di Camilleri.

Insomma, dai primati al bacio tra Mastroianni e Anita Ekberg ne “La dolce vita”, la storia del bacio è lunga ed articolata, e sembra richiedere buona dose di astuzia, tecnica del raggiro, pratica, anticorpi e coraggio, soprattutto se non ti trovi davanti a Charlize Theron o alla Mary Jane di Spiderman, ma a una Littizzetto qualsiasi.

Con l’unico scopo di evitare queste barocche macchinazioni, per evitare l’imbarazzo del bacio tra persone di sesso opposto, si è dunque pensato di sdoganare il bacio omosessuale: da quello quasi alla francese tra San Pietro e San Paolo nel “Commiato” di Alonzo Rodriguez, a quello più famoso dei politici Breznev e Honecker, passando per il primo bacio lesbo cinematografico di Greta Garbo con Elizabeth Young ne “La regina Cristina”, per finire con le performance combinatorie di Kylie Minogue e Ana Matronic, Madonna e Britney Spears, Britney Spears e Rihanna, Madonna e Christina Aguilera.

Certo, ci fossero ancora la spensieratezza e gli anticorpi di Celentano sarebbe tutto molto più facile, ma lui poteva dare tranquillamente 24.000 baci senza colpo ferire, mentre io sarei già morto dopo i primi dieci, non per la stanchezza, quanto per i microbi e batteri travestiti da effusioni amorose. Considerazione mi fa sempre più propendere per una ulteriore terza evoluzione del bacio: da mezzo per scambiarsi sostentamento, a idealizzazione romantica di scambio d’affetto, fino a solitario ingurgitamento di cibo: dei banali “baci di dama”.

Pratica molto più asociale, ma igienicamente molto più sostenibile.

@PArgoneto

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