Luca Barni
Banchiere di provincia
14 Febbraio Feb 2014 1714 14 febbraio 2014

Sceglietevi bene i compagni di viaggio prima di andare in Europa

2014 anno decisivo per le banche e, di conseguenza, per i risparmiatori. Alla fine del processo che porterà all’unione bancaria europea, infatti, con ogni probabilità cambieranno meccanismi che, sino a oggi, hanno regolato il mondo del credito. Novità fra le più rilevanti della nuova regolamentazione sarà il “bail in”, novità che, tradotta in conseguenze per il risparmiatore, significa: a oggi i risparmiatori hanno garantito i depositi sino a 100mila euro e, di fatto, anche le obbligazioni ordinarie per il tramite degli interventi pubblici ; con il nuovo corso potrebbe venire meno la seconda garanzia, quella sulle obbligazioni. Il caso che fa scuola è quello della banca olandese Sns, salvata nel 2013 con soldi pubblici. Allora gli investitori persero 950 milioni di euro, mentre la simulazione con la normativa che si prospetta, farebbe lievitare fino a 10,72 miliardi il conto (sotto la tabella di confronto), a meno di interventi del Fondo di risoluzione europeo. E non si pensi che soltanto le banche straniere possano fallire; cosa sarebbe stato, infatti, di MPS senza il Monti bond? Con il “bail in” questo non sarà più possibile. Dunque, attenzione alla banca in cui decidete di mettere i vostri risparmi. Sceglietevi bene i compagni di viaggio: serve informarsi, e bene, per capire lo stato di salute di un istituto bancario. Se la Legge non tollera l’ignoranza, la Finanza fa di peggio: se la sbrana.   

Nota:

La nuova regolamentazione introduce un meccanismo detto “bail in” che prevede che tutti gli strumenti validi come capitale regolamentare (non i depositi, ma le obbligazioni e gli altri strumenti finanziari emessi dall’istituto) debbano essere convertiti in azioni ordinarie (e verosimilmente svalutati per perdite) in occasione di aiuti pubblici. Si vuole così evitare che lo Stato sia costretto a versare capitali per salvare una banca.

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