Marco Sarti
Camera con vista
18 Febbraio Feb 2014 1607 18 febbraio 2014

Addio al commissario per il terremoto dell’Irpinia. Dopo 34 anni

Addio commissario per il terremoto dell’Irpinia. Trentaquattro anni dopo il terribile sisma che colpì Basilicata e Campania, il Parlamento manda in pensione il commissario per la ricostruzione. Si chiude una pagina dolorosa nella storia del nostro Paese, cala il sipario su uno dei simboli delle lungaggini burocratiche italiane. 

Eppure sembrava impossibile. Nel decreto milleproroghe licenziato ieri dalla Camera, il governo Letta aveva previsto una conferma della discussa figura fino al 31 dicembre 2014. Una riconferma dopo l’altra, sembrava che il commissario ad acta per il terremoto del 1980 potesse farcela anche stavolta. 

Ma la crisi di governo e l’impossibilità di blindare il provvedimento con un voto di fiducia hanno costretto l’esecutivo a scendere a patti con le opposizioni. Lunedì la maggioranza ha concordato una ventina di emendamenti - tra cui la soprressione del discusso comma - ottenendo in cambio l’astensione da qualsiasi forma di ostruzionismo da parte di Lega e Movimento Cinque Stelle. 

E così grazie a grillini e leghisti, l’Italia archivia quella tragedia. «Serviva l’ingresso di cittadini veri in Parlamento per porre fine ad alcune delle tante assurdità italiane» spiegano i deputati del M5S. Una di quelle «gestioni inutili che si trascinavano da tempo - chiarisce il deputato leghista Cristian Invernizzi - e che anziché risolvere i problemi si sono rivelate l’ennesimo spreco di soldi pubblici all’interno dello Stato italiano».

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