Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
24 Febbraio Feb 2014 1113 24 febbraio 2014

Emma Bonino


Emma Bonino

Gli europei sono, come si sa, una composizione di etnie, di culture, di lingue e di storia pressocchè infinita. Cercare di organizzarli come lo furono gli Stati Uniti d'America è molto difficile ma dalla fine dell'ultima guerra i politici più illuminati hanno lavorato a questo scopo con risultati alterni. L'unico vero risultato è che in Europa, per lo meno nel centro dell'Europa non sono più scoppiate guerre e regna la pace.

Intorno all'Europa però, praticamente in tutto il mondo ma segnatamente nell'Africa e nel Medio Oriente imperversano guerre religiose terribili per la loro crudeltà che si estendono alle popolazioni inermi e si esaltano con i moderni strumenti militari che i paesi occidentali vendono loro.

Tutta questa situazione va aggravandosi pericolosamente e un paese in accentuata decadenza come l'Italia ha bisogno di una politica estera attenta che non la escluda dalle situazioni più delicate e che nello stesso tempo permetta di portare avanti una concreta politica di pace anche frenando le insofferenze dei paesi più forti. Ci vuole cioè un buon ministro degli esteri che conosca bene le situazioni internazionali, soprattutto dell'oriente, che abbia lucidità di comportamento dovuta a una forte cultura democratica e liberale. L'Italia l'aveva con Emma Bonino.

Il governo di Matteo Renzi, all'ultimo momento e in modo ineducato, l'ha sostituita con una giovane signora di cui conosciamo solamente un curriculum di incarichi interni al partito. Nessuno si scandalizza perché in un paese come il nostro tutto può avvenire e si è ormai abituati a guardare gli elementi di contorno ( sono giovani dunque sono bravi), piuttosto che a quelli di merito ( sono giovani dunque sono inesperti).

Ma c'è di peggio, perché la Bonino rappresentava nel precedente governo la cultura laica, democratica e liberale che è quella che ancora domina nei paesi occidentali e che da tempo è venuta affievolendosi nel nostro paese in relazione diretta con la sua decadenza. La perdita dunque di un ministro degli esteri come la Bonino non è solo un fatto politico ma è anche un fatto culturale che ha già influito molto nel passato sulla collocazione internazionale dell'Italia, spesso assolutamente irrilevante. Per quanto riguarda Emma Bonino essa ha in se la capacità di reagire e di continuare a lottare, come ha sempre fatto, con le mani nude contro un potere di tipo sudamericano quale quello che noi dobbiamo patire. Non cederà di un centimetro, è una donna coraggiosa anche se, come si riesce bene a capire, dotata di un animo sensibile. Noi, che condividiamo le sue idee, che combattiamo, con esili forze la sua stessa battaglia, sappiamo che non saremo mai vinti del tutto perché la nostra idea è quella che coincide esattamente con la civiltà e la nostra sconfitta è semplicemente la sconfitta della civiltà. Giovani o vecchi non contano perché le idee non sono ne giovani ne vecchie ma giuste o sbagliate. I pacifisti idioti che si avvolgono nella bandiera arcobaleno non capiscono che la pace è il risultato di una politica e la politica è il risultato di una cultura e una cultura di pace non può essere che una cultura laica, svincolata cioè da dogmi precostituiti.

Salutiamo dunque con affetto e con malinconia la nostra cara Emma, sapendo bene che la sua giovinezza di idee terminerà con la sua vita. Nulla è peggio di un giovane cretino, diceva Benedetto Croce, perché, per ragioni statistiche, ha la possibilità di durare di più di un vecchio cretino.

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