Pensiero libero
24 Febbraio Feb 2014 1657 24 febbraio 2014

Taxista aggredito: un dramma che ci deve far riflettere

Milano oggi vive un'altra pagina buia della sua storia. Quanto accaduto al taxista agrredito domenica sera in via Morgagni poteva succedere a chiunque. Oggi le dichiarazioni e gli appelli alla sicurezza suonano quasi come campane stridenti. Questa volta, come in tanti altri casi, non si tratta di microcriminalità dilagante, ma di un nervosismo e di una rabbia molto più subdoli, perché spesso latenti. Non si tratta neppure di gridare al mostro, gli stessi inquirenti chiedono tempo per chiarire la dinamica. Certo è che in città si respira un'aria pesante, un nervosismo strisciante e costante: lo si percepisce quando si è in coda, quando c'è traffico, quando un automobilista taglia la strada ad un altro, banalmente lo si può vedere camminando per le strade. Sempre più spesso, dietro a quelle che si trasformano in disgrazie ci sono liti dovute a motivi più che futili. Milano è una città che non si sforza neppure più di essere accogliente né verso chi la visita né nei confronti dei suoi cittadini:tutti pronti a scattare come molle, tesi come corde di violino. E' questa la riflessione che andrebbe fatta, il rischio, in caso contrario, è che ci si abitui lentamente a questo mood verso la più triste dell'indifferenza. In questi casi non bastano le telecamere di sorveglianza o l'esercito tanto invocato dalla destra nelle strade, è necessario tornare alle origini: all'educazione. Educazione intesa come accoglienza e pazienza. Ne va della nostra vita, sia in termini di quello che rischiamo, sia per la qualità delle cose che viviamo.

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