Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
4 Marzo Mar 2014 1155 04 marzo 2014

o Ucraina o Ucraina del mio cuore


Yulia Tymoschenko

Da questo modesto Blog avevamo già qualche tempo fa previsto che la situazione in Ucraina si sarebbe aggravata e lamentati del fatto che la stampa italiana dava pochissimo spazio alla situazione Ucraina più importante per la nostra vita che i tradimenti e alle beghe intorno al governo nazionale. Da qualche settimana, tutto è scoppiato rapidamente, si è anche scoperto, parlo per i cittadini normali, che l'Ucraina era sotto la dittatura di Yanucovich e dei suoi amici filo russi. Costoro non hanno esitato a sparare sugli studenti e sui giovani venuti da ogni parte dell'Ucraina nella capitale per manifestare contro il governo che si era rifiutato di firmare la richiesta di adesione alla Comunità Europea. La polizia speciale ha, come si è detto, sparato e ucciso più di 100 persone, Yanucovich è stato costretto a scappare lasciando la sua grande villa con annesso zoo di animali rari e garage di automobili di lusso. É scappato in Russia dove ha i suoi amici senza dare le dimissioni,Yulia Tymoschenko ha potuto quindi uscire dal carcere: è stata incarcerata 3 anni fa ed era una bellissima donna alta, bionda e ben fatta come sono spesso le donne di Kiev. É uscita su una sedia a rotelle, coi capelli quasi completamente bianchi e il viso gonfio. Un fantasma. Nelle carceri l'avevano picchiata e lesionato la schiena. Rapidamente è stato costituito un nuovo governo provvisorio fino alle elezioni proclamate per il 25 Maggio.

Sono stati fatti con grande commozione i funerali dei giovani uccisi nei combattimenti. La maggior parte di essi è ritornata nelle proprie case. La maggior parte dei deputati di Yanucovich sono passati al nuovo partito della democrazia ucraina che si chiama Patria.

Ma i russi hanno reagito: essi hanno in Crimea una grande base militare marittima con decine di migliaia di uomini, in parte marinai imbarcati sulle loro navi da guerra nella base di Sebastopoli e in parte in apposite caserme. Gli abitanti della Crimea sono per metà di origine russa. L'altra metà è divisa in parti uguali tra tartari e ucraini. La popolazione ha accolto con applausi i plotoni di soldati russi che andavano a prendere posizione di fronte alle caserme dell'esercito ucraino. Tutta la Crimea è prevalentemente favorevole alla Russia e a Putin. Ma non è solo la Crimea che è favorevole a Putin, circa un terzo della popolazione Ucraina è di origine russa e guarda con piacere i carro armati che Putin a fatto piazzare alle frontiere con la scusa di un'esercitazione militare.

L'unione europea che è il paradiso a cui tendono frementi le mani gli ucraini ha tenuto un atteggiamento dapprima indifferente, poi tardivo, quindi ambiguo. Come si sa l'Unione Europea non è uno stato federale cioè non è in grado di produrre una linea di politica estera comune. Dell' Unione Europea la Germania, che ha moti intressi commerciali in Russia, è stata quella che a noi vecchi ha ricordato più Chamberlain invertendo così quasi senza accorgersene il suo ruolo storico. Gli italiani di Renzi ( la Bonino esautorata aveva posizioni più chiare ) hanno rischiato di seguire la strada della Germania per pura devozione al più forte. Francia e Inghilterra hanno tenuto una linea più rigida. Ma quando Putin ha minacciato un ultimatum alle truppe ucraine, non si è capito bene se della sola Crimea o di tutta l'Ucraina, forte e chiaro si è sentito il pugno degli Stati Uniti d'America: Obama ha minacciato di espellere la Russia da G8 ovvero di non parteciparci lui, che è la stessa cosa. In più ha messo sul piatto un lungo elenco di provvedimenti, specie di natura finanziaria, in danno di quel paese. La borsa russa è crollata del 9%, il rublo molto di più, le banche americane hanno cominciato a ritirare i loro depositi. Putin ha ritirato il suo ultimatum.

Anche i ministri degli esteri dei paesi europei riuniti si sono trovati d'accordo su una linea rigida e gli italiani, forse sospinti da una leggera moral suasion del nostro Presidente Napolitano hanno assunto ancora una volta una posizione di rigore atlantico. Naturalmente il travaglio non è finito e il rischio come tutti dicono, è di trovarsi di fronte ad una balcanizzazione della zona. Certo le due etnie, la russa e la ucraina, sono ormai in rotta di collisione, occorreranno molte qualità diplomatiche per poterle tenere ancora assieme tenuto conto che il sogno europeo dei giovani ucraini si è di molto allontanato e la speranza di vivere in una società democratica e prospera si è non poco annebbiato. I debiti di soldi verso Putin saranno sostituiti da dollari americani e probabilmente la parte occidentale del paese avrà aiuti, relazioni, pratiche culturali e politiche piuttosto nella direzione degli Stati Uniti che non dell'Europa la quale, ancora una volta, ha dimostrato che a non essere unita si conta poco o addirittura niente.

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