Alessandro Da Rold
Portineria Milano
6 Marzo Mar 2014 2003 06 marzo 2014

Terrorismo, gli 007 italiani su Expo 2015: «Le proteste cresceranno»

«In chiave ambientalista si sono connotate alcune proteste destinate ad assumere crescente spessore, tra cui la mobilitazione dell’antagonismo lombardo contro l’EXPO di Milano del 2015». Non mancavano solo i ritardi sulle opere, la mancanza di risorse e le richieste di soldi al governo (2 miliardi di euro l'ultima domanda a palazzo Chigi ndr), nella relazione al parlamento i servizi di sicurezza - i nostri 007 dell'Aisi - parlano anche della manifestazione che tra un anno coinvolgerà il capoluogo lombardo e l’Italia. E avvertono il parlamento italiano che nei prossimi mesi ci potrebbe essere un incremento delle proteste in vista dell’inizio di Expo 2015, in linea con gli allarmi terroristici che riguardano la Tav in Valsusa. 

Del resto, come si legge nella relazione (qui il link) in «una congiuntura di crescente e diffuso disagio sociale correlato ai perduranti effetti della crisi economica, l’attività informativa dell’AISI ha mirato a cogliere segnali e linee di tendenza della conflittualità sociale in relazione ai tentativi di strumentalizzazione da parte di formazioni dell’oltranzismo politico ultime hanno mostrato specifico interesse verso sporadiche, emergenti forme di “autorganizzazione operaia”, rendendosi disponibili a favorirne la diffusione e il radicamento».

E la protesta ambientalista non riguarda solo Expo. Ci sono pure «la contestazione di comitati popolari e formazioni antagoniste contro il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline), che interessa il territorio pugliese, e la questione del recupero ambientale della cd. Terra dei Fuochi, area tra le province di Napoli e Caserta segnata dalla presenza di siti di smaltimento abusivi. Anche in quest’ambito è all’attenzione informativa il tentativo, da parte di settori dell’antagonismo locale, di strumentalizzare la tematica, inserendosi nella protesta animata dalla popolazione locale».

Il Movimento No-Expo sta in queste settimane portando avanti diverse mobilitazioni di piazza. E come scrivono in un ultimo post sul loro sito di riferimento: «A un anno dall’inizio di Expo 2015 e in contemporanea con la presidenza semestrale dell’Italia dell’Unione Europea, la partita si fa sempre più dura. E le menzogne ancora più pesanti». Non solo: «Il percorso iniziato nel 2013 con il count-down verso Expo dunque continua, sostenuto anche dalle mobilitazioni che in questi mesi si sono opposte alle deturpazioni territoriali del grande evento»

Infine la Tav, come già aveva scritto Linkiesta a gennaio, sul rischio di un ritorno agli anni '70. «Toni di elevata radicalità hanno continuato a connotare la mobilitazione contro la TAV in Val di Susa, divenuta simbolo dell’opposizione» scrivono i servizi segreti. Per questo motivo «il rischio di “salti di qualità” nella lotta all’Alta Velocità resta collegato soprattutto ad interventi di matrice anarco-insurrezionalista. Di rilievo, al riguardo, l’attivismo di componenti “movimentiste” della galassia insurrezionale, per le quali la tematica valsusina rappresenta uno dei terreni su cui si può tradurre efficacemente in prassi la lotta contro lo Stato». 


Expo 2015
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