Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
8 Marzo Mar 2014 1110 08 marzo 2014

Renzi attento alle curve


La Pira e Il Cardinal Dalla Costa

Risulta a noi che il nostro caro Matteo Renzi ha origini democristiane non socialiste ne comuniste quindi, per coloro che conoscono poco i democristiani, c'è da pensare che sia fortemente legato all'occidente e a quello che un tempo veniva chiamato l'atlantismo. Stupisce dunque che lui e la sua ministra degli esteri abbiano rappresentato l'unico paese europeo a tenere nei confronti dell'Ucraina una posizione simile a quella della signora Merkel cioè abbastanza accondiscendente rispetto a Putin e certamente non impegnata a minacciare sanzioni. La signora Merkel, per dire la Germania, vende a Putin ogni anno un'enorme quantità di automobili di grande dimensione ( soprattutto Mercedes), poi ogni sorta di manufatti per cui il suo saldo commerciale risulta positivo anche al netto dei prodotti energetici che riceve dalla Russia. Non è così per l'Italia anche se gli interessi energetici sono importanti ma dislocati soprattutto in stati satelliti della Russia come in kazakistan. La signora Mekel, anche lei un democristiana, ha nei confronti dell'America la diffidenza che hanno i tedeschi dell'est e forse tutti i tedeschi anche se si guardano bene dal dirlo. Noi dobbiamo all'America tante cose ma rispetto a Putin e alla Russia la nostra struttura sociale e, se vogliamo, anche politica, ha più elementi in comune con quella americana che ha segnato per i democratici sempre un punto di riferimento.

La politica estera americana ha molti difetti che si sono manifestati in campo internazionale a partire dal congresso di Versaille e dal presidente Willson ma ha anche un pregio fondamentale, essere molto chiara, salda e precisa, forse persino ingenua, su alcuni punti fondamentali. Questo ha comportato per l'America di doversi impelagare in molte guerre locali spesso senza ottenere grandi vantaggi parafrasando, forse senza saperlo, la politica dell'impero romano ma in modo un po' infantile. Detto questo la sponda americana fino ad oggi ha rappresentato per noi (e per gli ucraini) un saldo appoggio per gli ideali democratici. Non così Putin, la maggior parte degli europei compreso i francesi si intende, sanno tutto questo e anche nella vicenda ucraina non si sono scostati dagli USA pur avendo tutti un notevole rapporto commerciale con la Russia. Noi abbiamo l'età per ricordarci di tante cose anche di sindaci di Firenze che viaggiavano per il mondo allo scopo di portare la pace, senza ovviamente riuscirci, in paesi in guerra contro gli Stati Uniti. Sono figure ancora fortemente iconizzate anche se il loro contributo alla crescita democratica del mondo è stato assai modesto. In compenso, naturalmente non solo loro, hanno dato alla linea di politica estera italiana un' immagine ambigua che per altro si trascina da secoli a partire dai “giri di ballo” dell'epoca crispina.

Forse questi argomenti paiono apparire, data la disastrosa situazione economica che attraversiamo, argomenti marginali e non attuali, invece sono gli argomenti di fondo sui quali si attorciglia poi tutta la più generale vicenda politica.

Abbiamo notato che quando la zampa leonina degli stati uniti è calata nel discorso ucraino i nostri rappresentanti si sono immediatamente ricomposti ma la vicenda ucraina non è finita e questo paese è vicino a noi sia geograficamente che per una serie infinita di rapporti che noi, o piuttosto l'Europa , ha con l'ovest di questa nazione. Occorre sempre ricordare che Leopoli era una città dell'impero asburgico, che i polacchi e gli ungheresi sono stati per molto tempo i padroni di quelle terre ecc..

Speriamo che Renzi sia prudente perché contiamo sui suoi successi visto che alle sue spalle non sembra esserci più niente.

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