Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
13 Marzo Mar 2014 1753 13 marzo 2014

Maicontentista, this is what I am

Non mi preoccupa piu’ di tanto la crisi economica, ma molto di piu’ la mancanza di una narrativa di questi anni e di questi mesi di cambiamento e transizione. Sono un privilegiato.

Posso pensare alla big picture, al pensiero lungo e di alto profilo. Leggo tre libri alla volta, alternandoli e facendo confusione, ho vari gadgets che mi tengono in contatto con il mondo, che mi fanno sentire dentro il fiume dalle onde vivaci delle notizie, di quello che accade e posso discernere, posso scegliere. Sono un superprivilegiato. Ed ho fame di cultura, di cose, di idee, mi affascinano le differenze e cerco similitudini ovunque. Sono un perfetto cittadino di quella che Coupland definisce l’Eta’ Del Divoramento, quel periodo della storia umana dove il contenuto offerto attraverso la rete e’ talmente pervasivo e talmente accessibile che si scatena dentro ognuno una voglia di accumulare, mescolare cose. Youtube, Twitter, Wikipedia, etc, hanno reso la conoscenza e la coscienza di quello che accade attorno un valore assoluto, dai film armeni fino alla discografia di oscuri gruppi shoegaze tailandesi. Possiamo sapere le rotte di tutti gli aerei e possiamo vedere ogni angolo della terra dall’alto. La conoscenza e’ un pozzo senza fondo e noi ci siamo dentro, ci sguazziamo. Divoriamo sapere, frasi, parole, post, blogs.

Ed a me, personalmente, serve una narrativa collettiva, che mi spieghi le concatenazioni e la relazione fra azioni e reazioni di questa parte del cosmo dove si respira ossigeno. Sono un privilegiato, non devo preoccuparmi di altro che di trovare questa favola del presente. E per questo, forse, non sono mai contento, non mi adeguo mai a quello che mi trovo davanti. Sono un maicontentista, e lo applico a tutto, dalla durata di una canzone di cui amo gli intrecci di chitarre, ed allora cerco in rete se ne esiste una versione dal vivo che duri piu’ a lungo, come Little Wing di Hendrix, fino agli sconti sui voli low cost, dove perdo tempo per assicurarmi che non ci sia un momento, un bug del sistema che permetta di volare a gratis. Non sono mai contento di ogni forma di manovra economica, di sconto, di dilazione fiscale, devo trovare l'eccezione, la regola non scritta, la dietrologia, come se una legge, un governo, una forma di politica fossero soluzioni taumaturgiche e non un cammino a passi lenti, dovuti.

Scrollo la rete, le informazioni, per capire come fare a lamentarmi di una manovra economica, di una defiscalizzazione, di un regolamento che dovro’ seguire nel mio lavoro. Sono un maicontentista della peggiore specie, quello opinionato. Perche’ in fondo la mia ossessione segreta e’ avere un mondo che si muova a mia immagine e somiglianza, che si adatti, come una pagina custom di facebook, al mio meme, un mondo che sia un mio selfie e dove, anche nei miei momenti di sonno e di assenza dalla rete, tutto si muova per aggradare le mie idee, piu’ che i miei desideri.

Poi, in un giorno di sole a Londra, mentre staro’ correndo sulla riva del Tamigi, incontrero’ un ragazzo seduto su una panchina che mi guardera’ mentre scendo verso Embankment, con falcate bilanciate dalle mie scarpe hi-tech, mi fara’ segno di fermarmi. E mi dira’ ‘Se corri cosi’ forte, non permetti alla primavera di circondarti ed abbracciarti’. E capiro’ che mi sono potuto permettere la ricerca di una narrativa, quest’ansia da prestazione del presente, semplicemente perche’ ho confuso quello che potevo permettermi con quello che desideravo. Un giorno di sole e di scolaresche sul Tamigi. Ed allora mi godro’ il percorso indietro, correndo piano, sotto le finestre del King’s College, lungo il fiume Shakesperiano ed attraverso il Barbican, lasciando che ogni piccola cellula di maicontentismo si faccia sopraffare da un sentimento primaverile di rinascita. Che e’ l’augurio che lancio dalle mura gotiche della City, da Gotham, verso il Bel Paese. Che smetta di divorare tutto, che smetta di consumarsi da dentro, nelle mille ipotesi di come sarebbe stato meglio se fosse stato meglio e di come stava peggio quando si stava cosi’ cosi’, ma si fermi per un attimo e faccia rallentare il ritmo delle cose, in quella leggera sonnolenza primaverile in cui i colori si fissano alla tela dei giorni che passano.

Fabio Concato – E’ festa

www.youtube.com/watch?v=1feItpuAjS8

Runaway Go – Jump Start

www.youtube.com/watch?v=mByO3TOFzss

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