Cristiano Bosco
Vanilla Latte
13 Marzo Mar 2014 0004 12 marzo 2014

Si dimette da CBS la giornalista Sharyl Attkisson, spina nel fianco di Obama

La scorsa settimana, in occasione dell'emergere della situazione di crisi diplomatica in Crimea, i media di tutto il mondo hanno dato ampio risalto alle vicende relative ad Abby Martin e Liz Wahl, due giornaliste americane di Russia Today che, con una buona dose di audacia, hanno espresso il loro dissenso in diretta tv, biasimando apertamente l'atteggiamento russo e della rete televisiva (nel caso di Abby Martin) e persino annunciando le proprie dimissioni (nel caso di Liz Wahl) a causa delle divergenze con la linea editoriale del canale all-news in lingua inglese finanziato dal Cremlino. Negli ultimi giorni, invece, sono altre dimissioni di una giornalista a fare discutere, ma questa volta la Russia, l'Ucraina e la Crimea non c'entrano alcunché. La questione, stavolta, è all-american, e riguarda l'addio di Sharyl Attkisson a CBS News, autorevole notiziario di uno dei principali network a stelle e strisce.

La Attkisson, nota e seguitissima giornalista investigativa che dagli anni '90 a oggi ha prestato il volto per CNN e CBS ottenendo numerosi riconoscimenti e premi per il suo lavoro e per le sue inchieste, ha dato il benservito alla rete a inizio settimana. Con un semplice tweet: "Ho dato le dimissioni da CBS". La notizia, pur nell'aria da tempo a causa del progressivo e recente deterioramento dei rapporti tra la reporter e il network, ha avuto una notevole risonanza. Perché Sharyl Attkisson, nel panorama televisivo e giornalistico americano, rappresentava e rappresenta tuttora una delle più feroci critiche del Presidente Barack Obama e della sua Amministrazione. Idolo dei Repubblicani e dei conservatori per i suoi reportage senza sconti nei riguardi dell'esecutivo - e, di conseguenza, piuttosto invisa alla Casa Bianca - la Attkisson si è distinta, negli ultimi anni, per aver duramente stroncato le scelte del governo Usa, in particolar modo in occasione dei tragici fatti di Benghazi nel 2012, mentre nel 2013 aveva denunciato un caso di traffico d'armi al confine con il Messico che imbarazzava ambienti vicini all'amministrazione (la cosiddetta "Operation Fast and Furious").

Una vera spina nel fianco di Obama e del Partito Democratico, insomma. La quale era entrata in rotta di collisione con il network, da lei giudicato "troppo morbido" nei riguardi del Presidente, mentre CBS, dal canto suo, aveva iniziato a considerare la Attkisson come eccessivamente schierata nelle sue inchieste televisive contro il Comandante in Capo. Così, il divorzio, a quanto pare inevitabile, dopo quasi vent'anni di collaborazione. Secondo quanto riportato da The Politico, la Attkisson sarebbe attualmente al lavoro su un libro dal titolo, seppur provvisorio, alquanto eloquente: "Ostacolata: la battaglia di una reporter per la verità nella Washington di Obama", in uscita il prossimo novembre, che sarà senza dubbio causa di controversie e polemiche. 

La Casa Bianca ha preferito non commentare la notizia. "La destra perde la sua eroina alla CBS", ha titolato The Politico. Ma, come riconosce la stessa testata, sebbene Sharyl Attkisson sia diventata in questi anni un punto di riferimento inamovibile per l'elettorato conservatore, la giornalista non sia da considerarsi di parte. Anzi, in molti si ricordano suoi impietosi servizi contro malefatte di ogni schieramento, Repubblicani compresi. "È altamente scettica nei confronti di chi è al potere, e attualmente al potere ci sono i Democratici. Non è una reporter con una agenda politica", dichiara una fonte. "Lei crede che gli eletti, i pubblici ufficiali e gli ufficiali federali lavorino per noi, e che si sia arrivati al punto in cui loro non credono di dover essere ritenuti responsabili. E questo non è essere di parte". No, è semplicemente fare del buon giornalismo. Che, in quanto tale, è quasi sempre scomodo.

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