"Siamo i Millennials e la nostra forza è Internet". Ecco cosa sa fare la generazione digitale

13 Marzo Mar 2014 1739 13 marzo 2014 13 Marzo 2014 - 17:39
La storia di Young Digitals: "Siamo tutti Millennials, cresciuti con Internet: é questa la nostra forza". 
Young Digitals
 

Ai loro corsi “i giovani non imparano, insegnano”. Sono appena tornati dal più grande evento digitale del mondo arabo e ne hanno molte da raccontare, in tema di nuovi media. Il team è quello di Young Digitals e della loro esperienza internazionale ne parla Guido Ghedin, Partner e Head of Research (in foto, al centro).

Dopo un periodo di studio a Los Angeles, Guido è tornato in Italia per lavorare con Marco Pezzano e Michele Polico a Young Digital Lab, dei laboratori per insegnare le nuove tecniche di digital e social media marketing. Da quell'esperienza, nel 2011, è stata fondata l'agenzia Young Digitals, con sede a Padova e clienti attivi in tutto il mondo, dalla Russia alla Cina. Età media under 30.

 

Uno dei progetti più interessanti dal punto di vista internazionale, è l'osservatorio su Internet nei paesi emergenti e sul futuro dei Digital Media. Il progetto si chiama Digital In The Round e si spiega bene, in sintesi, con questo concetto: “Milioni di persone, ad esempio in Russia e Cina, usano piattaforme diverse rispetto a Facebook e Google. Crediamo che solo osservando tutti i diversi scenari digitali, oggi, possiamo essere più influenti e competitivi in un mercato globale”.

All'interno di Digital In The Round, si possono trovare i dati che riguardano l'uso dei social media nei diversi paesi. Come in Cina, in cui si registrano oltre 200 milioni di utenti nel principale microblog cinese, Sina Weibo, mentre altrettanti sono connessi a We Chat. Nella sezione "Medio Oriente", si rileva che in Iran esistono social network locali come Cloob, oltre che la piattaforma di video sharing Mehr.it, autorizzata dal governo. Stupisce che NetLog e Orkut rimangano popolari in molte zone del mondo, come in Asia, Sud America e nel mondo arabo. Solo per citare alcuni dati che si possono ricavare e visualizzare nelle mappe di Digital in The Round.

Il team di Young Digitals, proprio riguardo al mercato digitale arabo, è recentemente tornato dall'evento ArabNet 2014, che si è svolto a Beirut in Libano, a inizio marzo.

Siete appena tornati da ArabNet, cos'è questo evento e perché ci siete andati?

Siamo andati a presentare la strategia di comunicazione che abbiamo implementato per Müller, uno dei clienti per cui lavoriamo in Young Digitals. ArabNet é il principale evento sul digital marketing nel Middle East & North Africa, organizzato da un hub di professionisti tech e digital di quell’area. Siamo entrati in contatto con loro tramite Digital In The Round, un nostro progetto culturale nato per osservare e monitorare le zone del mondo in più forte crescita, come Cina, Russia, India, America Latina e – appunto – la MENA region. Tra l’altro Beirut è una città fantastica, dal cibo alle persone che abbiamo incontrato.

Che social si usano nel mondo arabo?

Il mondo arabo é molto esteso e complesso, va dal Marocco all’Arabia Saudita, e conta 300 milioni di persone, delle quali circa 100 milioni oggi hanno accesso ad Internet – numero in grande crescita. Si usano prevalentemente le piattaforme occidentali, ma a seconda del contesto cambiano le “abitudini digitali”, i linguaggi, il tipo di design che funziona. Ad esempio Youtube è un canale di comunicazione eccezionale, l’unico mezzo di espressione per le nuove generazioni in Arabia Saudita.

Esiste una forte scena locale di web star, ed oggi molte campagne di marketing puntano a coinvolgerli. Instagram sta esplodendo, ed in molte zone si lega alla forte crescita che sta avendo l’e-commerce. Facebook è ad oggi il centro delle strategie di digital marketing; su questo ad ArabNet abbiamo visto molte case history dall’Egitto, un paese con un potenziale davvero incredibile.

 

 

E siete in contatto anche con Cina e Russia...

Esatto, oggi il nostro team comprende delle risorse cinesi e russe oltre ad una serie di collaboratori e partnership in loco. Sono mondi che abbiamo prima iniziato a conoscere e poi raggiunto tramite il progetto Digital In The Round – l’estate scorsa eravamo alla China Internet Conference a Pechino. Russia e Cina sono ovviamente interessanti dal punto di vista economico, ma ancor più perché rappresentano degli scenari digitali molto diversi dal nostro.

In Russia esistono piattaforme social locali di grande successo, come Vkontakte e Odnoklassniki, e seguono logiche strettamente legate al contesto geografico, linguistico e politico. La Cina è un vero e proprio ecosistema digitale indipendente, con giganti come Baidu, Alibaba, Tencent (l’azienda dietro a QQ e WeChat) che controllano un mercato da oltre 600 milioni di utenti, ed oggi guardano all’espansione globale. Sono dei mercati enormi, sui quali lavoriamo con alcuni nostri clienti, ma anche aree del mondo dalle quali oggi provengono innovazione e piattaforme di successo. Per questo teniamo gli occhi bene aperti su questi paesi, ma anche sull’India, l’Africa e l’America Latina: il mondo sta cambiando molto rapidamente, ed i numeri ed i trend di Internet oggi ne sono uno specchio molto fedele.

Ai vostri corsi "i giovani non prendono appunti. Insegnano". Ci spiegate come funzionano?

YoungDigital Lab è un nostro format di eventi nato nel 2010. I corsi sono tenuti da un network di professionisti under 30 che noi coordiniamo, e trattano il tema del digital marketing sotto vari punti di vista, ci piace coinvolgere docenti dalla natura anche molto diversa. Abbiamo sempre avuto un approccio informale e molto pratico, e – finora – degli ottimi feedback. Negli anni YDL ci ha dato tante soddisfazioni, la possibilità di conoscere migliaia di persone e di realtà, e di farci tante serate divertenti in giro per l'Italia.

Come e quando vi è venuta l'idea di fondare questa impresa?

L’idea è nata nel 2011, sull’onda del successo del progetto Young Digital Lab, ma in realtà era nelle nostre menti già dall’inizio di quel percorso culturale. Io all’epoca vivevo e studiavo a Los Angeles e da là collaboravo alle attività: ho deciso di tornare per creare l’agenzia vera e propria con Marco Pezzano e Michele Polico a fine 2011.

Da chi è composto e qual è l'età media del team di Young Digitals?

Se nel 2011 eravamo in 3, oggi siamo in 15 persone, ed il grande focus sull’organizzazione interna ci permette di gestire i progetti a 360 gradi, gestendo persone dal background piuttosto variegato. Lavoriamo su progetti di comunicazione dalla strategia all’implementazione, incluse la creatività, la produzione di contenuti foto e video, e la gestione di canali in più lingue (incluso russo e cinese). Lavoriamo per diversi brand consumer internazionali, come Müller, Fanta, il gruppo Benetton, Bulgari. Qui 13 persone su 15 sono ancora sotto i 30, siamo tutti parte della cosiddetta generazione dei Millennials, nati negli anni ’80 e ‘90, cresciuti mentre Internet cresceva, ed entrati nel mondo del lavoro direttamente nel contesto digitale. Ed è senza dubbio parte della nostra forza".

 

Martino Galliolo