Simone Paoli
Actarus
19 Marzo Mar 2014 2005 19 marzo 2014

AAA partito da votare cercasi

Due mesi alle elezioni europee e quella fastidiosa sensazione di non sentirsi minimamente rappresentato da alcuna forza politica.

Questo tweet ha sintetizzato il mio attuale stato d’animo nei confronti della proposta politica italiana. Credo, in tutta onestà, di non essere il solo a non riconoscermi, anzi nel non potermi riconoscere in nessuno dei partiti/movimenti/rassemblement o come si vogliono far chiamare oggi che troveremo nelle schede elettorali il 25 Maggio.

Verrebbe da dire, scherzandoci un attimo, per fortuna che si tratta delle elezioni Europee e non delle politiche, ma sarebbe del tutto fuori luogo. Sarebbe ora di mandare in Europa (e non solo all’Europarlamento, ma anche e soprattutto nelle varie commissioni e sottocommissioni che elaborano direttive e norme tecniche) il meglio delle nostre classi dirigenti, o quantomeno non riciclati o peggio rifiuti indifferenziati della politica nazionale.

Ma chi mi rappresenta oggi? Chi rappresenta quella fascia di popolazione che ha una famiglia (nelle sue varie forme), magari coraggiosamente perfino dei figli, un tenore di vita decoroso ma non lussuoso, che vorrebbe meno tasse e servizi adeguati a questo insostenibile livello di pressione fiscale? Che vorrebbe uno stato efficiente e non ingolfato da amici degli amici strapagati o pagati per non fare nulla. Che vorrebbe gente competente nei ruoli chiave ma che non si attacchi alla poltrona vita natural durante. Che gradirebbe onestà e decoro per chi lo rappresenta, magari a partire da una certa coerenza con quanto dichiarato per essere votato.

Ad oggi non riesco a individuare un simbolo che troverò sulla scheda elettorale che mi faccia rispondere positivamente non dico a tutte, ma solo alla maggioranza di questi requisiti.

E lo dico sinceramente, anche se qualcuno cerca di convincermi della inutilità di andare a votare. Non voglio, il 25 Maggio, prendere per la prima volta la decisione di andare al mare. Rifugiarmi nell’astensione sarebbe una sconfitta. Quindi, certamente seguirò il consiglio di Montanelli e voterò turandomi il naso (e le orecchie).

Ci sono due mesi per decidere, chi sarà il meno peggio?

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