Storie digitali
22 Marzo Mar 2014 1644 22 marzo 2014

"Condividere le emozioni in 30 secondi". Reclog, il Social Voice

Reclog è un Social Voice: permette di creare delle "cartoline sonore". E' stato fondato da una start up di Catania

“Sono cartoline sonore, che contengono degli stati d’animo”. Il primo Social Voice - come lo chiamano i due fondatori Biagio Teseo e Giovanni Cantamessa - è italiano ed è stato fondato a Catania. Si chiama RecLog e consente di scattare una fotografia e registrare il suono per 30 secondi.

All’immagine si possono applicare dei filtri, il testo è in 140 caratteri, come Instagram e Twitter, ma c’è l’aggiunta dell’audio: “In questo modo sui social media possiamo fare percepire le emozioni, attraverso suoni ed immagini assieme”.

Reclogè una start up fondata a a Catania, Apple l’ha inserita tra le migliori applicazioni nell’App Store e recentemente il team ha rilasciato la versione per Android, in occasione del Mobile Wolrd Congress di Barcellona.

Una "Cartolina sonora", che cattura le emozioni del momento. Cos’è Reclog?
[Biagio Teseo] La definizione “Cartolina sonora”, mi ricorda quando Reclog si chiamava Recandshare, tra il 2010 e il 2011. All’epoca si trattava di una piattaforma web sperimentale fatta in casa con pochissime risorse. Permetteva di registrare quattordici secondi di audio e video tramite la webcam e il microfono del proprio PC. Subito dopo fu aggiunta la possibilità di caricare una foto, e, in quella occasione, coniai la frase “Cartoline parlanti”, che è molto simile. Guardando indietro nel tempo ne sono orgoglioso perché è entrata nel gergo della comunicazione digitale. A quei tempi non veniva percepito bene il concetto di comunicazione audio sui social e quando parlavamo di Social Voice ci guardavano in modo strano. Oggi Reclog è il Social Voice che mancava.
Come funziona il Social Voice?
[Biagio Teseo] Con Reclog puoi registrare fino a 30 secondi di audio - dalla tua voce, i suoni ambientali o qualsiasi altra cosa ti possa venire in mente - e alla registrazione, abbini una fotografia. Questo mix audio-foto, nuovo nel mondo della comunicazione, permette di veicolare velocemente un messaggio con l’aggiunta della parte emotiva, che si riesce a trasmettere tramite la voce o un suono. Di fatto Reclog, è un nuovo media. Il suo funzionamento è molto semplice e immediato grazie ad un attento studio corale di usabilità e design, affinato con l’esperienza delle prime versioni e grazie all’unione del team, meravigliosamente eterogeneo. Abbiamo cercato di semplificare un meccanismo oggettivamente complesso.
Si pubblicano delle audio-foto, che poi possono essere diffuse nella community e su altri social e piattaforme?
[Giovanni Cantamessa] La Take (così chiamata la audiofoto), viene poi mostrata nel Buzz -un grandissimo palcoscenico per i recloggers - oppure in modo privato, solo sul proprio profilo personale. Una delle forze di Reclog è la condivisione tramite i maggiori social network tradizionali, tramite email, WhatsApp, WeChat o sms. Le Take possono essere applaudite (il nostro Like) e commentata con del testo. Quando si crea la Take si può scrivere un testo di massimo 140 caratteri, usare gli hashtag per poi trovare tutte le take dello stesso evento e le menzioni per poter coinvolgere atri utenti. Per completare la parte social si ha la possibilità di seguire le persone desiderate. Infine, si possono verificare in tempo reale vari parametri di vanity, come il numero di ascolti avuti, gli applausi ricevuti ed effettuati, le persone che ti seguono o che segui. Reclog ti incoraggia ad essere creativo. A distanza di anni finalmente si intuisce perché Reclog è così importante, e se ne stanno accorgendo utenti consumer ma anche anche business. Nel suo futuro vediamo la versione wearable e drivable. Siamo solo all’inizio.
A chi si rivolge?
[Giovanni Cantamessa] Ogni social network dovrebbe avere un target molto specifico quando nasce. Quando abbiamo pensato a Reclog avevamo nella mente dei “personaggi” che avrebbero potuto utilizzare Reclog: musicisti, giornalisti ed educatori ma anche ragazzi e ragazze che avevano a disposizione un nuovo modo di raccogliere “like” sui social. Reclog si rivolge a chiunque voglia parlare, comunicare e dire la sua, ma in maniera completamente diversa. Vogliamo spostare sui social le emozioni reali, oggi completamente assenti dalla comunicazione dei social tradizionali. Le persone adesso sono arrivate su Reclog e, come avevamo previsto, lo sfruttano al meglio delle sue possibilità. I citizen journalist nelle proteste in piazza lo hanno usato con successo per comunicare con estrema rapidità i fatti, così come alcuni musicisti hanno ben pensato di portare Reclog dietro il banco mixer e riprendere tutte le fasi di registrazioni del disco. E’ molto emozionante prendere atto del fatto che non ci eravamo sbagliati. Abbiamo trovato power users anche tra i teenager che hanno avviato una buffa quanto curiosa moda: selfie con la musica che si sta ascoltando in quel momento. Quando il semplice selfie non basta più.
Dopo l’uscita della App quale sarà il futuro della start up?
[Giovanni Cantamessa] La vittoria del grant di Working Capital è stata solo l’inizio di una meravigliosa avventura. Siamo perfettamente in linea con la nostra road map interna. In concomitanza con la nostra partecipazione all’MWC 2014, il Mobile World Congress di Barcellona, abbiamo rilasciato la versione Android che era incredibilmente attesa dai nostri utenti, che invidiavano gli amici con iOS che potevano produrre e condividere take: questa rappresentava una delle nostre milestones principali.
Il prossimo passo importante sarà riuscire a internazionalizzare l’utenza di Reclog. Al momento la maggior parte dei recloggers sono italiani, proprio perché le campagne promozionali, che ci hanno dato un ottimo riscontro di pubblico, sono state localizzate sul nostro Paese. In realtà, in maniera molto spontanea, vediamo diversi utenti internazionali che si avvicinano a Reclog. E’ curioso sentire parlare lingue lontanissime ed entrare nel cuore di persone che probabilmente non conosceremo mai. Tra i prossimi step c’è sicuramente quello di poter consolidare ulteriormente le nostre partnership. In quest’anno di lavoro abbiamo lavorato con persone splendide che credono fortemente nella nostra visione. Penso che questo sia uno dei privilegi più grandi che un’azienda possa avere.
Da chi è composto il team di Reclog, età media?
[Biagio Teseo] Il team è composto da cinque persone, in ordine temporale di ingresso siamo: Io, Biagio Teseo, il founder e creative director, mi occupo del design, UX/UI e, insieme a Giovanni, della comunicazione/marketing e della visione d’insieme del progetto.
Giovanni Cantamessa Cofounder e CEO, è il più giovane ed è uno studente di economia aziendale all’Università di Catania. Insieme a me  fa parte della coppia creativa dietro Reclog e ha dato il boost al progetto, portandolo dallo stato embrionale a una fase strutturata. Cura la parte amministrativa e burocratica Giuseppe Nucifora Cofounder e responsabile sviluppo iOS e web. E’ lo sviluppatore che per primo ha creduto nell’idea e ha investito coraggiosamente le sue competenze e il suo tempo. E’ il motore tecnologico di Reclog. Grazie alla sua tenacia ha contribuito enormemente alla nascita di Reclog. Salvatore Pappalardo Cofounder e Platform developer, laureato in informatica, coinvolto nel progetto da Giuseppe, ha creduto nel progetto e si è lanciato nel buio. E’ la spina dorsale di Reclog. Mario Nolassi Cofounder e Mobile developer, da poco Dottore in Informatica, entrato inizialmente solo per supportare Giuseppe nella fase finale di rilascio della prima beta di Reclog, si è poi innamorato dell’idea fino a diventare parte integrante e socio di Reclog. Ha coordinato lo sviluppo della versione Android, disponibile da poche settimane. Mario si occupa anche di ricerca e sviluppo degli algoritmi che stanno dietro alcune attività chiave di Reclog e lo fa, ovviamente, con grande rigore scientifico.Infine ci tengo a presentarvi altre due persone, che pur non facendo formalmente parte della società, hanno sposato in pieno il progetto Reclog: la prima è Angelo Pappalardo che ha curato tutto lo sviluppo Android. La seconda persona è Diego Castorina, uno dei sistemisti più bravi che abbiamo mai conosciuto, che in fase di lancio ha dato un boost tecnico a Reclog incredibilmente prezioso. L’età media è di circa 35 anni, diciamo che sono io a rovinarla con i miei, ancora solo, 45 anni.
Il sogno della vostra impresa?
"Se dovessi descrivere il mondo che vuole creare Reclog, con una sola parola, direi semplicemente empatico”.
[Biagio Teseo] Fare impresa è bello, ma i soldi sono solo una parte del progetto. Quando abbiamo deciso di mettere in piedi Reclog la visione era chiara: le emozioni sarebbero tornate al centro dell’attenzione anche nei social. Il nostro sogno è quello di rendere internet un posto più umano, dove le persone non si limitano a leggere in maniera superficiale ciò che gli amici scrivono, ma immergersi davvero nella vita degli altri. Un modo in cui le persone possono trovare, in una parola: empatia". 
Martino Galliolo
[in foto il team di RecLog]
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook