Sic et simpliciter
22 Marzo Mar 2014 1037 22 marzo 2014

Dal Palazzo: il meglio del peggio della settimana politica

di @fra_siciliano

BOIA CHI MOLLA. Brunetta ne è certo: «“Berlusconi” sul simbolo è un brand di successo, come la Coca Cola. Guai a mollarlo».

I HAVE A DREAM. «Ho un sogno – dice il pentastellato Di Battista - fare il reporter. E lo farò, perché se la legislatura dura fino al 2018 io non mi ricandiderò». Tanto, vitalizio assicurato. 

PICCOLE DONNE CRESCONO. La Biancofiore lo ammette: «Da piccola mia sorella voleva buttarmi nel water!». 

ECCE HOMO. «Cominciano a temere Silvio  anche in Europa per questo non lo vogliono, è un genio. Stiamo tranquilli tutti con lui» dice un tronfio Razzi.

PEACE AND LOVE. E Continua, Razzi: «I Nobel bisogna darli ai Berlusconi e ai Putin, che lavorano per la pace».

DE GUSTIBUS... L'onorevole Buonanno, leghista doc, lo dice fuori dai denti: «Io, fosse per me, in Italia vorrei uno come Putin, per cambiare tutto».

TUTTA COLPA DI FREUD. «Il Milan sembra il Pdl ultima fase. Ma del Milan non si può dare la colpa ad Alfano» dice un sornione Fabrizio Cicchitto. 

BERLINGUER TI VOGLIO BENE! Michaela Biancofiore dixit:«Berlinguer se fosse ancora vivo avrebbe firmato la richiesta di grazia per Silvio».

NIHIL SINE SILVIO. La futura sposina Francesca Pascale: «Nessuno deve permettersi di contestare Berlusconi, nel partito tutti devono tutto solo a lui».

RISUS ABUNDAT IN ORE STULTORUM. «Le sanzioni? Mi fanno ridere» dice Putin, il candidato al nobel per la pace.

PATER FAMILIAS. «Se una famiglia non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese - dice il premier Renzi - sono la mamma e il papà a decidere cosa tagliare e cosa no».

IL CAVALIERE DIMEZZATO. Berlusconi, rinunciando allo status di Cavaliere, è amareggiato:  «Fanno passare per delinquente un uomo che non ha mai fatto nulla di male al Paese».

AL NEMICO CHE FUGGE PONTI D'ORO. L'A.d. delle Ferrovie Moretti va controcorrente: «Se tagliano gli stipendi (850 mila euro l'anno, ndr) molti dirigenti, a cominciare da me, se ne andranno all'estero».
 

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