Nota stonata
31 Marzo Mar 2014 1619 31 marzo 2014

Beppe Grillo e la questione delle praterie inesistenti

Se come me nell'ultimo anno avete seguito la concitata vita politica italiana, vi sarà capitato almeno una volta di sentire esponenti del Movimento 5 Stelle rifersi a fantomatiche "praterie". Lungi da loro immaginare per il nostro paese il sogno dell'immensità americana - meglio la decrescita felice con l'orticello personale -, con questa espressione i pentastellati si riferivano alla possibilità di trovare convergenze per un governo con il Partito Democratico all'indomani dell'elezione del Capo dello Stato. L'unica condizione, sostenere il candidato espresso dalla Rete - leggi, i grillini con un PC - ovvero Stefano Rodotà. Ecco un video risalente a quei giorni.

Era l'aprile di un anno fa.

Di recente Beppe Grillo, semplice portavoce del M5S, ha rilasciato un'intervista ad Enrico Mentana. Fra le tante domande poste dal direttore del TG di La 7, una ha riguardato proprio le eventuali praterie che si sarebbero potute aprire per un'intesa con il PD qualora la forza politica allora guidata Pierluigi Bersani avesse sostenuto Rodotà. Il comico genovese ha smentito senza incertezze questo figura retorica ripetuta fino al vomito dai suoi esponenti politici, facendo così passare per gonzi praticamente tutti i parlamentari a 5 stelle (guarda il video) e rafforzando l'idea che sì, la dentro è lui a decidere le parole d'orine e cosa fare o non fare. Difficile trovare per Grillo una definizione migliore di quella data di recente da Quit, the doner su queste pagine: "cazzaro". Calza a pennello.

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