Vincenzo Barbagallo
Penso dunque clicco
1 Aprile Apr 2014 1056 01 aprile 2014

La legge Razzi(ale). Prostitute pericolose per le auto

Non è un pesce d’aprile, chiariamolo subito. Il senatore Antonio Razzi di Forza Italia (ex Italia dei Valori) ne sforna una delle sue. Una proposta di legge, il disegno di legge n° 1370 presentato dal politico abruzzese, unico firmatario.

Il tema è uno: «la disciplina dell’esercizio professionale della prostituzione». Nel testo si sostiene che l’istituzione di «operatori di assistenza sessuale (OAS)» risolverebbe il problema del «regolare scorrimento del traffico» e si prevede l’obbligo, ovviamente, «entro il primo giorno feriale successivo all’evento».

«Evitare sgradevoli visioni notturne e diurne» sarebbe questa l'intenzione del legislatore, che a voler essere seri sarebbe anche una scelta di civiltà, infatti si legge che la normativa è atta ad «eliminarelo sfruttamento della prostituzione e la riduzione in schiavitù di donne, uomini e minori da parte di organizzazioni criminali» e che «tutela la salute pubblica di tutti i cittadini italiani». Poi entra nel vivo del disegno di legge presentando l’«introduzione dell’attività di “operatore di assistenza sessuale” (OAS)», soggetti con partita Iva e che si sottopongano a controlli trimestrali per avere una «certificazione sanitaria della Asl.

Poi si arriva ai dettagli, e qui si scende in un turbinio dove si può meglio comprendere la non logica della legge "Razzi(ale)", infatti il meglio arriva dalla regolementazione dei luoghi di esercizio della prostituzione che trova la giusta regola nella salvaguardia del traffico e non si parla di traffico umano, ma di quello veicolare.  Si legge infatti che lo scopo è quello di «eliminare l’adescamento in strada, ovvero in luogo pubblico, dei clienti, evitando ai cittadini di dover assistere e far assistere ai propri familiari minorenni sgradevoli visioni notturne e diurne di prostitute vestite in maniera minima e volgare per adescare più facilmente la clientela che, se in automobile, crea anche pericolo al regolare scorrimento del traffico».

Ovvio, l'annoso problema del traffico.  Poi al comma 2 dell’articolo 3 si introduce «l’uso obbligatorio del profilattico per qualsiasi tipo di prestazione». E qui scatta l'applauso: «L’eventuale danneggiamento del profilattico durante una prestazione deve essere denunciato da parte dell’OAS alle autorità sanitarie competenti, entro il primo giorno feriale successivo all’evento, con indicazione delle generalità del cliente».

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