Vincenzo Barbagallo
Penso dunque clicco
4 Aprile Apr 2014 0940 04 aprile 2014

Quegli stadi del mondiale costruiti con il sangue

Tra meno di tre mesi inizieranno i campionati del mondo di calcio. Ad ospitare la manifestazione mondiale sarà il Brasile, con le sue contraddizioni fatte di favelas e ultrasviluppo economico. La costruzione e l'implementazione delle strutture però sembra andare a rilento. Dall'organizzazione assicurano che tutto sarà pronto per i tempi previsti. Ma quello che non era stato preventivato probabilmente è la sicurezza sul lavoro. Sale infatti a tre il bilancio dei morti sul lavoro per la costruzione degli stadi per il mondiale brasiliano. Due lavoratori morirono il 27 novembre del 2013. E il 29 marzo del 2014 la terza vittima, almeno di quelle dichiarate.

Come si può affidare l'organizzazione di un evento planetario se non vengono rispettate neanche le regole di base per la sicurezza sul lavoro? L'ipocrisia dei lustrini, dei calciatori milionari e dei tanga che sfileranno faranno da sgrassatore per le coscienze di tutti. Loro sono morti per far divertire la gente. Sono morti come gli schiavi venivano mandati al massacro nell'arena del Colosseo ai tempi dei romani. Ma oggi il massacro deve avvenire in sordina, perché lo spettacolo deve continuare e andare avanti.

Ma Blatter rimbalza la palla a chi gli affida responsabilità. La FIFA non c'entra nulla. E assicura "sarà un ottimo mondiale". Un mondiale costruito con il sangue dei lavoratori. The show must go on.

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